Vaccino anti-Covid, in 3 mesi fino a 10 milioni di dosi ma ‘no’ all’obbligo: il ‘piano’ dell’Aifa

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Per Renzi serve l’esercito

Redazione — 22 Novembre 2020

Vaccino anti-Covid, in 3 mesi fino a 10 milioni di dosi ma ‘no’ all’obbligo: il ‘piano’ dell’Aifa

Basta polemiche inutili sul vaccino anti-Covid perché sono sicuri e frutto di studi rigorosi. A dirlo è Nicola Magrini, direttore generale dell’Agenzia Italiana del Farmaco. Ospite di Lucia Annunzia a Mezz’ora in più su Rai3, il numero uno dell’Aifa chiarisce quanto già detto in merito alle polemiche nate dalle parole del virologo Andrea Crisanti sulla sicurezza dei vaccini anti Covid: “Non sono state saltate fasi di studio. Non si getta discredito, non ci sono state scorciatoie. I processi di valutazione sono rigorosi”.

I prossimi mesi saranno cruciali, avvisa Magrini. “Nel primo trimestre del 2021 non ci sarà una vaccinazione di massa che invece partirà in estate“. Di certo c’è la conferma dell’arrivo delle prime dosi a metà gennaio (1.7 milioni), numero che potrebbe aumentare nel giro di poco. “Se i dati saranno confermati, i vaccini saranno verosimilmente tre e potrebbero arrivare 1,2 milioni di dosi in più al mese: in 3 mesi potremmo avere 6, 8 fino a 10 milioni di dosi, ma si vedrà solo a gennaio“, precisa Magrini.

“I vaccini saranno verosimilmente tre nella prima fase. Il numero di persone da vaccinare mese per mese lo sapremo solo da gennaio” Nicola Magrini @Aifa_ufficiale #mezzorainpiù @RaiTre pic.twitter.com/wBQXPDtj5S

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Secondo il direttore dell’Aifa è però da escludere l’obbligatorietà, definita “una misura delicata che va riservata solo a casi estremi come a personale sanitario o soggetti anziani. Chi ha dei dubbi va affrontato con una campagna informativa ampia e rispettosa, un coinvolgimento che non è scienza contro Medioevo”, spiega citando i no vax.

“Vaccini non devono esser e un obbligo. Obbligo vaccinale eventualmente solo per chi potrebbe essere un veicolo per chi dobbiamo proteggere, cioè il personale sanitario. Ma sarebbe comunque una misura delicata” Nicola Magrini @Aifa_ufficiale #mezzorainpiù @RaiTre pic.twitter.com/Rigpi2x5Lm

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Dal numero uno dell’Agenzia del farmaco è anche arrivata la conferma di un piano di vaccinazione nazionale gestito dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri “simile a quello tedesco“.

Proprio alla Germania ha fatto riferimento anche Matteo Renzi, leader di Italia Viva che, sempre da Annunziata, ha chiesto l’intervento dell’esercito, come ipotizzato nel piano tedesco. “Secondo me ci vuole l’esercito per il vaccino, è sacrosanto. Arcuri è un bravo medico, ci ho lavorato insieme. Ma in Italia non c’è un superman che può fare insieme tamponi, banchi a rotelle, vaccino. Io mi sentirei più tranquillo se ci fosse una gestione come quella di Angela Merkel che ha chiamato l’esercito”, ha precisato.

“Preferisco l’Esercito alla gestione dei vaccini, più che Arcuri” @matteorenzi #mezzorainpiù @RaiTre pic.twitter.com/bMWwwFljqt

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