Open

Un freno disattivato dietro la strage della funivia Stresa-Mottarone? Ecco l’immagine che può spiegare l’incidente

, Author

Sono due le domande a cui i magistrati cercano di dare risposta in queste ore, allo scopo di far luce sulla tragedia della funivia di Stresa-Mottarone. Perché si è rotta la fune traente? E perché i freni di emergenza non si sono attivati? Sulla seconda, l’analisi di un fotogramma dell’incidente potrebbe dare una risposta. Dalle immagini, infatti, sembrerebbe che almeno un freno della cabina fosse stato disattivato dall’inserimento di quello che in gergo viene chiamato “forchettone”, cioè una staffa di metallo rossa che serve a bloccare i freni. Lo strumento viene utilizzato a cabine vuote durante i giri di prova, così da aggirare possibili blocchi derivanti da blackout o altre cause. Con i passeggeri a bordo, però, la staffa deve essere sempre tolta per permettere ai freni di fare il loro lavoro.


La ricostruzione dell’incidente

Quindici passeggeri a bordo della cabina. Mancano cinque metri all’entrata in stazione. L’addetto della funivia apre il cancelletto per permettere la discesa, ma il mezzo non arriverà mai a destinazione. Si spezza la fune traente e la cabina, con le porte chiuse, inizia a scendere in senso di marcia contrario. Prende velocità, il dispositivo frenante non entra in azione e la cabina si schianta contro un pilone dell’impianto. Dopo l’urto, la cabina piomba al suolo da un’altezza di 20 metri. È quanto ripreso dalle telecamere di sorveglianza dell’impianto, sequestrate dagli inquirenti per analizzarne i singoli fotogrammi e cercare di far luce sulle responsabilità della strage.


Nei filmati non si sentirebbero le voci dei passeggeri rimasti bloccati nella cabina, ma soltanto i rumori metallici della rottura del cavo. Si vede l’addetto della stazione di arrivo fare un balzo all’indietro, mentre la cabina corre inesorabilmente verso il pilone. L’indagine per omicidio colposo plurimo e lesioni colpose plurime, al momento, restano contro ignoti, ma non è escluso che il procuratore di Verbania Olimpia Bossi proceda anche per il reato di disastro colposo con messa in pericolo della sicurezza dei trasporti.

I dubbi sulla proprietà

L’altra questione che gli inquirenti stanno cercando di comprendere riguarda la proprietà dell’impianto: non è chiaro se l’intestatario della struttura sia il Comune di Stresa o la Regione. «Avevamo fatto un accordo nel 2016 e la proprietà è passata al Comune di Stresa, dopo una querelle che durava da tempo», spiega a la Repubblica Aldo Reschigna, ex assessore della giunta Chiamparino. La Regione, basandosi su una legge regionale del 1997, avrebbe ceduto l’impianto al Comune dando un contributo per la ristrutturazione. A quanto sembra, dunque, la funivia rappresentava un onere più che un vantaggio per la Regione.

Manca, tuttavia, l’accatastamento: la sindaca di Stresa, Marcella Severino spiega così il perché: «Quell’accordo con la Regione non è mai stato perfezionato». È invece noto il gestore della funivia Stresa-Mottarone. Si tratta dell’azienda Ferrovie del Mottarone, società posseduta al 100% dall’imprenditore locale Luigi Nerini. Il suo avvocato, Pasquale Pantano, afferma a La Stampa: «Il mio cliente è soltanto il gestore della funivia, non è un tecnico. La manutenzione ordinaria e straordinaria era fatta con regolarità a canone e cifra fissi annui». Insomma, nessuna negligenza per risparmiare sulla manutenzione.

Immagine di copertina: Local Team

Leggi anche:

Leave a Reply