Tra Bassolino e Rastrelli c’era competizione ma per il bene dei campani

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Lo scontro tra Comune e Regione

Luciano Schifone — 28 Ottobre 2020

Tra Bassolino e Rastrelli c’era competizione ma per il bene dei campani

Certo, sono passati vent’anni ma sembra un secolo dall’epoca della fine degli anni Novanta. È vero che spesso, guardando il passato, gli occhiali della nostalgia tendono ad addolcire o a levigare le asprezze per dare un ricordo più piacevole e indulgente. Eppure a pensare al clima, al livello della dialettica e anche allo scontro politico di quegli anni, il divario con i giorni d’oggi è talmente evidente che non può non accentuare lo sconcerto e l’imbarazzo di dover assistere ai comportamenti da sceneggiata dei nostri attuali governanti. Così oggi non ci si può non meravigliare se si guarda al rapporto di civiltà politica di quegli anni fra il sindaco Antonio Bassolino e il “governatore” Antonio Rastrelli (fu proprio quest’ultimo a coniare questo termine oggi tanto in voga). Sulle colonne del Riformista, Ciriaco Viggiano ha ricordato, a questo proposito, la vicenda relativa alla variante di Bagnoli che, approvata in Consiglio comunale, necessitava del vaglio e dell’approvazione da parte della Regione. Tutti si aspettavano uno scontro epico tra Bassolino e Rastrelli.

Ci fu, invece, un confronto serrato e approfondito e, per volontà reciproca, fu varato un accordo di programma che permise di salvare Città della Scienza e di avviare quel grande progetto di riconversione urbana che avrebbe dovuto offrire alla città una grande opportunità di sviluppo. Anche se poi le grandi attese sono state tradite e dopo vent’anni siamo ancora alla bonifica, nulla toglie al valore della capacità di concertazione istituzionale fra i due protagonisti di quella stagione politica che, mettendo da parte sia le spinte di partito sia le pulsioni caratteriali, scelsero di privilegiare l’interesse del bene comune.

Ma il paragone fra le epoche può spingersi anche oltre Bassolino e Rastrelli, fino a ricordare come questo modo di intendere la politica fosse capace di irradiarsi coinvolgendo anche i rapporti tra partiti e altre sfere d’azione e determinando un clima che favoriva una forte “competizione verso l’alto” e non portava a un infruttuoso ostruzionismo reciproco. Penso al periodo di grande sviluppo del turismo in città e in tutta la regione di quegli anni. Oppure allo sviluppo del concetto di “economia della cultura” che vide Regione e Comune impegnati – talvolta anche in competizione – per ottenere i migliori risultati. Ricordo con nostalgia la figura del mio omologo, cioè l’allora assessore comunale al Turismo Renato Nicolini, e con simpatia la collaborazione con Giulia Parente. Quel clima, tra l’altro, fu ben rappresentato da un incontro tenutosi alla Festa Tricolore del 1995, organizzata dal “federale” Bruno Esposito, con uno stimolante dibattito proprio fra Bassolino e Rastrelli.

A risentirlo oggi, grazie a Radio Radicale, è davvero una bella testimonianza che diventa una esaltazione della fermezza della propria identità capace, però, di un confronto leale con l’avversario in vista della ricerca non della propria vittoria, ma della soluzione più utile per la propria comunità. C’è un abisso rispetto al confronto tra l’attuale sindaco Luigi de Magistris e il governatore in carica Vincenzo De Luca: oggi assistiamo a meschinità e manifestazioni di iperegocentrismo, peraltro aggravato dall’uso spropositato dei nuovi mezzi di comunicazione che, proprio per l’impatto sociale che sono in grado di determinare, dovrebbero essere usati con più responsabilità e parsimonia.

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