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Tokyo 2020, la risposta di Tortu che emoziona la sala stampa: «It’s a miracle… E basta»

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«Spero che adesso che abbiamo vinto, tanti ragazzini possano avvicinarsi al mondo dell’atletica e spero che ciò che abbiamo fatto sia un esempio per tutti». Non sta nella pelle Marcell Jacobs, reduce da un’altra notte insonne dopo la vittoria nella finale olimpica della 4X100 a Tokyo 2020, e commenta così l’impresa. «Ho quasi paura a tornare in Italia, chissà cosa mi aspetta: solo lì mi renderò veramente conto di ciò che ho fatto. Sarà un’emozione fantastica, intanto mi auguro che l’esempio che abbiamo dato i miei compagni e io spinga da settembre tanti genitori a portare i figli al campo di atletica», ha detto in conferenza stampa, al fianco degli altri sprinter italiani. Felice e meravigliato è anche Filippo Tortu: «It’s a miracle… e basta», riesce a dire a stento.


Speranzoso che i connazionali possano avvicinarsi a questo sport lo è anche Franco Desalu, la “freccia” di Casal Maggiore. «Io mi sono avvicinato all’atletica proprio grazie alle Olimpiadi: vedevo gli atleti salire sul podio e mi commuovevo. Poi pensavo che avrei voluto provare la loro stessa emozione e mi dicevo che ci sarei riuscito. È andata proprio così, ho provato qualcosa di indescrivibile e al villaggio siamo stati accolti come degli eroi: bellissimo. E lo è stato così tanto perché, come ha detto Marcell, lo sport e l’atletica sono una palestra di vita».


A chi chiede a Tortu se sarà di nuovo il calcio a riempire le pagine dei giornali, l’atleta risponde: «Noi più di questo non possiamo fare, ora dipende più da voi giornalisti», dice. Patta, che viene dal calcio, ha le parole giuste per dirlo: «Spero che di fronte a quello che abbiamo fatto il calcio venga messo un po’ da parte». Desalu è più netto: «Abbiamo fatto qualcosa di straordinario: questa volta non ci sono Lukaku o Rolando che tengano».

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