Tirrenia verso lo stop a quasi tutti i collegamenti con la Sardegna. Uil: “in arrivo centinaia di licenziamenti”

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Genova-Olbia-Arbatax. Napoli-Cagliari. Cagliari-Palermo. Civitavecchia-Arbatax- Cagliari le tratte coinvolte dallo stop. Fino a 500 marittimi a rischio. La compagnia minaccia anche un’azione legale contro il Governo. Sullo sfondo il tema dei fondi pubblici per le rotte di continuità, ossigeno per un gruppo oberato da quasi 800 milioni di debiti, dopo che la convenzione è scaduta

| 21 Novembre 2020

Tirrenia chiuderà dal primo dicembre prossimo tutti i collegamenti in convenzione con la Sardegna e annuncia centinaia di licenziamenti a causa della situazione di incertezza in merito alla proroga della Convenzione del servizio di continuità territoriale marittima. Lo annuncia la stessa compagnia marittima in una lettera firmata dall’amministratore delegato Massimo Mura. Genova-Olbia-Arbatax. Napoli-Cagliari. Cagliari-Palermo. Civitavecchia-Arbatax- Cagliari sono le tratte coinvolte dallo stop, a cui si aggiunge fuori dalla Sardegna è prevista anche la Termoli- isole Tremiti. “Interruzione derivante dalla situazione di incertezza in merito alla proroga della Convenzione, a tutt’oggi non formalizzata con la scrivente pur essendo normativamente prevista; la prosecuzione delle linee di seguito indicate in assenza di garanzie formali è, infatti, diventata insostenibile” scrive Tirrenia nella lettera.

“Ciò determinerà inoltre, ed inevitabilmente, la necessità immediata di riduzione del personale in forza alla scrivente con conseguente perdita di posti di lavoro, già stimata in alcune centinaia di unità fra personale navigante ed amministrativo, nonché un inevitabile impatto negativo sulla forza lavoro utilizzata localmente nei territori serviti sia in ambito portuale che nell’ambito dei servizi e, quindi, con prevedibile grave pregiudizio per l’economia delle isole servite”, si legge nella missiva.

Tirrenia sarebbe anche intenzionata ad avviare un’azione legale contro il Governo. “Rimangono salvi i diritti maturati dalla scrivente a ricevere il corrispettivo per i servizi di trasporto previsti dalla Convenzione ed eseguiti, come più volte comunicatovi, sino al 30 novembre 2020, diritti che faremo valere in tutte le sedi opportune”, scrive la compagnia marittima. Dal 2015 Tirrenia fa parte del gruppo di Vincenzo Onorato, a cui fa capo anche Moby, dispone di una flotta di 47 navi e da lavoro a 4mila persona, inclusi gli stagionali. La società naviga però da tempo in stato prefallimentare, oberato dai debiti. Ai 160 milioni di prestiti ricevuti dalle banche si aggiungono i 295 milioni di un’obbligazione e i 39 milioni dovuti ai fornitori. Onorato deve inoltre ancora 180 milioni di euro allo Stato per l’acquisto della stessa Tirrenia. Per le tratte in convenzione, spesso operate con le navi più vecchie della flotta, Tirrenia riceve ogni anno dallo Stato più di 70 milioni di euro ma ora la convenzione è scaduta. Lo scorso 9 novembre la compagnia aveva cancellato la tratta Cagliari-Civitavecchia nel tentativo di forzare la mano sul tema dei trasferimenti per le rotte in continuità.

William Zonca, segretario generale della Uiltrasporti Sardegna, annuncia la mobilitazione e chiede un intervento del ministero dei Trasporti e della Regione Sardegna. “Non possiamo permetterci un’ ulteriore riduzione dei collegamenti perché è a rischio l’economia di un intero territorio”, sottolinea Zonca che parla di circa 500 marittimi che rischiano il posto. “La notizia che il gruppo di Onorato Moby Cin Tirrenia potesse interrompere tutte le tratte non remunerative era nell’aria. Già da tempo il gruppo minacciò quello che adesso pare sia realtà. La questione però non può essere gestita e governata in questo modo”, afferma il segretario generale Filt Cgil Sardegna Arnaldo Boeddu. “La continuità territoriale deve essere garantita per tutti i cittadini sardi, tutti i giorni dell’anno. Non è una gentile concessione ma un diritto costituzionale spesso e volentieri mortificato da giochi sulla pelle dei normali cittadini”. Lo dice, esprimendo la propria preoccupazione il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu.

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