Surface Book 3 13.5” in prova: design vincente non si cambia, ma comincia a sentire il peso degli anni

Posted On By admin
surface-book-3-13.5”-in-prova:-design-vincente-non-si-cambia,-ma-comincia-a-sentire-il-peso-degli-anni
Surface Book 3 13.5'' in prova: design vincente non si cambia, ma comincia a sentire il peso degli anni

Con un po’ di ritardo (troppo), abbiamo finalmente messo le mani sul Surface Book 3 e abbiamo trovato quello che ci aspettavamo: un prodotto solido, maturo e performante. Alla terza iterazione, però, un design – che resta tuttora un capolavoro d’ingegneria – rischia di non essere più al passo coi tempi.

di 
 – 16/10/2020 17:570

Il giorno tanto atteso è arrivato. Il Surface Book 3 ha bussato alla nostra porta e lo abbiamo accolto con gioia, come quando si rivede un vecchio amico. Ecco, tutto sommato è questo il leitmotiv del periodo che abbiamo trascorso in sua compagnia: una sensazione di familiarità quasi estrema con un prodotto che negli anni è cambiato pochissimo, che però regala ancora tante soddisfazioni.

Il Surface Book 3 è, praticamente, un gemello più giovane del suo predecessore – per quanto il paragone possa sembrare assurdo –: conserva intatte le sue fattezze e l’anima estremamente duttile, migliorando anche in maniera significativa le prestazioni globali. I processori Intel di decima generazione sono un passo avanti notevole, così come la scheda video NVIDIA con architettura Max-Q. Microsoft ha sistemato anche alcuni aspetti che tanto ci avevano fatto storcere il naso con il Book 2, ma, con qualche accorgimento in più avrebbe potuto mettere sul mercato un vero gioiellino.

La cerniera fulcrum è croce e delizia

Con un design che è cambiato così poco, resta immutata la caratteristica distintiva della linea Surface Book: una duttilità quasi impareggiabile, che abbiamo riscontrato soltanto nel Porsche Design Book One. Il Surface Book 3 è un laptop, è un 2-in-1 e all’occorrenza anche tablet: la chiave di volta, in questo senso, è la peculiare cerniera fulcrum.

Lo avevamo scritto quando abbiamo il Book 2 e lo ribadiamo con forza anche adesso: la fulcrum hinge, sotto il profilo ingegneristico, è una genialata. Se si tiene conto che dietro al display c’è una batteria, così come tutti i componenti necessari per farlo funzionare come una lavagna digitale – staccandolo dalla base –, non si può che rimanere affascinati dalla trovata degli ingegneri di casa Redmond: il bilanciamento del peso, in queste condizioni, è una chimera. Eppure, Microsoft ne ha tirato fuori il massimo, con una cerniera che si distende sul piano d’appoggio, aumentando la superficie della base che va ad equilibrare il peso del tablet. La particolare natura della cerniera, però, fa sì che, quando si richiude il Book 3, ci sia un gap che potrebbe non incontrare i gusti di tutti.

Quanto all’esperienza d’uso, il Book 3 si apre con un dito, a patto che la superficie d’appoggio non sia estremamente liscia – come nel caso del vetro –: in quel caso, i gommini sul fondo non fanno sufficiente attrito. Resta, invece, un leggero rumore nelle fasi di apertura e chiusura. In piena tradizione Surface, poi, quando lo si apre si viene “salutati” dall’attivazione della fotocamera e dai sensori a infrarossi per l’autenticazione biometrica con Windows Hello. In pochi secondi l’autenticazione è servita, in piena continuità con il gesto di apertura del laptop: una goduria. La fotocamera frontale 1080p da 5 MP, poi, è probabilmente la migliore del settore e, in tempi di Covid, è una manna dal cielo.

Migliora tanto anche l’affidabilità del meccanismo muscle wire, che rilascia il tablet, previa pressione dell’apposito tasto. Certo, si può ancora incorrere in qualche momento di indecisione se si pigia di nuovo il tasto appena scade il tempo per staccare il tablet (circa 10 secondi), ma è un caso limite. In ogni caso, basta attendere solo qualche secondo ed è di nuovo pronto all’azione.

Nel complesso, il modello del Surface Book 3 che ci è stato inviato in redazione pesa poco meno 1,65 chili, e misura 312 x 232 millimetri in pianta; lo spessore si attesta sui 15 millimetri nella parte più sottile e 23 in quella più spessa. Il gap in corrispondenza della cerniera quando il Book 3 è chiuso si vede, ma non dà problemi pratici di sorta. Davvero intelligente la scelta di sfruttare lo spessore più ridotto in corrispondenza della cerniera per inserirvi la griglia per la ventilazione – rivolta verso lo schermo –: a meno che non la si guardi perpendicolarmente al piano d’appoggio, risulta praticamente invisibile, conferendo alla base un look monolitico. L’impressione visiva è confermata anche da un test tattile: complice da forma leggermente bombata e la scocca in lega di magnesio, il Book 3 sfoggia una solidità invidiabile. Per farla cedere, occorre esercitare una pressione notevole nella zona poggiapolsi, assolutamente incompatibile con l’uso di tutti i giorni. Super-apprezzata la solita finitura opaca, che non trattiene per nulla le impronte.

Lungo il profilo della base di questo Surface trovano spazio 2 porte USB Type-A (versione 3.1 Gen 2), 1 porta USB Type-C (ma purtroppo solo 3.1 Gen 2), uno slot per schede SDXC full-size e il connettore proprietario Surface Connect, che si conferma comodissimo. Per fortuna, la porta USB-C supporta il Power Delivery, quindi, volendo, si può anche fare a meno del caricatore di Microsoft. Sulla porzione tablet, invece, figura il connettore jack da 3,5 mm per la combo cuffie-microfono e un ulteriore connettore Surface Connect, nel caso lo si voglia utilizzare esclusivamente come tablet. Purtroppo, il posizionamento del jack non è cambiato: è nell’angolo in alto a destra e, quando si inseriscono le cuffie, il cavo resta penzoloni. Va segnalato, infine, che il tasto di accensione, così come il bilanciere del volume, si trova chiaramente sul tablet e non sulla base.

Display di buona fattura, ma che manca di una calibrazione di fabbrica

Specifiche alla mano, non crediamo di sbagliarci nell’affermare che il pannello che gli ingegneri Microsoft hanno utilizzato per il Book 3 sia lo stesso adottato per il modello precedente. E, tutto sommato, non è una cosa cattiva, anche se, per il Surface Book 4, Microsoft farebbe bene a metterci mano.

È un classico LCD Pixel Sense, chiaramente touch, da 13,5 pollici e 3000 x 2000 pixel di risoluzione, per 267 dpi. Non servirebbe sottolinearlo, ma il rapporto di forma è 3:2: l’ideale per la navigazione web e la lettura, sia in modalità laptop, sia tablet (ma un po’ meno per video, film e serie TV). Certo, 13,5 pollici di tablet si fanno sentire, così come la mancanza di una modalità tablet che sia anche solo un vago ricordo di Windows 8. Ad ogni modo, è probabilmente questo il taglio che ha maggior senso per l’usabilità: il modello da 15 pollici diventa davvero difficile da maneggiare come tablet.

Proprio questo alter ego da tablet, unitamente al design riciclato, ha convinto Microsoft a incastonare il display in cornici che oggi sembrano anacronistiche in un prodotto di fascia alta: circa 14 millimetri sui lati e 15 millimetri sui bordi inferiore e superiore. Comode per l’uso da tablet, ma non bellissime da vedere; superato l’impatto iniziale, però, ci si abitua in fretta. Davvero utile la possibilità di staccare il display e riattaccarlo al contrario per utilizzare questo Surface in modalità presentazione (stesi sul letto e poggiandoselo addosso, avvicina il display agli occhi, risultando un piacere guardarci i film o leggere) o, richiudendolo come una lavagna digitale leggermente inclinata verso l’utente. Due chicche apprezzatissime.

Al netto della mancanza della certificazione HDR, che lascia relativamente il tempo che trova, l’impressione è che il peso degli anni comincino a sentirsi su questo pannello. È sufficientemente luminoso da risultare leggibile anche all’esterno e il fatto che sia laminato aiuta a ridurre i riflessi, pur essendo lo schermo lucido. La luminosità non supera i 400 nits, pur risultando abbastanza uniforme. Impostando la luminosità al massimo su sfondo nero in una stanza completamente buia – scenario alquanto irrealistico –, si percepisce un filo di light bleeding dal bordo inferiore. Buono, ma non eccezionale, il rapporto di contrasto: 1:1600.

Quanto alla fedeltà cromatica cambia poco rispetto a quella del pannello del Surface Book 2: un pannello wide gamut avrebbe meritato una calibrazione di fabbrica. L’impressione è confermata dall’impossibilità di settare il profilo colore direttamente dalle impostazioni, prerogativa di altri modelli Surface, come il Pro, il Pro X, ma anche lo stesso Book 3 da 15 pollici. Se si posseggono i mezzi e le competenze, si può caricare una LUT software e rendere giustizia a un pannello comunque valido: ma, per prodotti su questa fascia di prezzo, l’esperienza dovrebbe essere al top “out of the box”.

Tastiera e trackpad sono quasi ineccepibili

Ecco, di tastiera e trackpad si potrebbe dire semplicemente che sono…tastiera e trackpad di un Surface Book e chiuderla qui: squadra che vince, non si cambia, ma non ci possiamo sottrarre dallo snocciolare qualche dettaglio. Il layout della tastiera è adeguatamente spazioso, con i tasti distanziati un filino sopra i 3 mm; l’escursione dei tasti, poi, è molto soddisfacente – con i suoi 1,55 mm – e ben ammortizzata sul fine corsa. Ci si abitua in fretta e diventa difficile tornare indietro.

Non mancano i tasti multimediali essenziali: ci sarebbe piaciuto disporre anche dei tasti Rewind e Forward – magari al posto di Pagina Su e Pagina Giù –, ma Microsoft ha preferito lasciare inalterata la tastiera del modello precedente. Sempre comoda la possibilità di “fissare” rapidamente lo scopo dei tasti funzione alla pressione del tasto Fn, con tanto di LED per segnalarne lo stato. La retroilluminazione è regolabile solo manualmente su tre livelli e i due più luminosi tornano utili nelle situazioni di luminosità ambientale “intermedia”: quello meno intenso non offre un contrasto sufficiente con la colorazione chiara dei tasti in ambienti mediamente illuminati. In compenso, la finitura opaca e la colorazione argentea dei tasti li rendono immune dalle impronte.

Quanto al trackpad, beh, è il portabandiera dei Precision Trackpad, quindi si comporta alla grande: gesture single e multi-touch sono accurate e affidabili. È sufficientemente spazioso e ricoperto da un pannello di vetro, che ha un ottimo trattamento oleofobico, pur risultando molto scorrevole. Sebbene la porzione superiore offra un livello di resistenza leggermente superiore, il trackpad è interamente cliccabile – click che è accompagnato da un suono bello deciso, che dà perfettamente l’idea che si tratti di un prodotto premium –. Se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo, questo trackpad sarebbe potuto essere più grande, perché non è esattamente edge-to-edge.

Prestazioni di livello, soprattutto sotto il profilo della grafica

Il modello che Microsoft ci ha inviato in redazione è quasi nella configurazione top di gamma: lo spazio di archiviazione è “solo” da 512 GB, ma, per il resto, non manca davvero nulla. A far girare la giostra ci sono un processore Intel Core i7-1065G7 – con scheda grafica integrata Iris Plus –, 32 GB di RAM e una NVIDIA GeForce GTX 1650 Max-Q con 4 GB RAM dedicata. Davvero difficile fare di meglio su un prodotto con questo form factor.

L’unità di archiviazione è un SSD con interfaccia PCIe che si destreggia piuttosto bene in termini di performance. Come ormai è quasi tradizione per i prodotti Surface, le prestazioni si dimostrano sicuramente sopra la media, ma non fanno gridare al miracolo, soprattutto in scrittura.

La CPU Intel Core i7-1065G7, invece, ci ha sorpreso. Non tanto per le prestazioni in senso assoluto, ma se le si rapporta al fatto che la dissipazione del calore (del solo processore) è completamente passiva. Il modello in questione ha un TDP massimo di 15 W con una frequenza di base di 1.30 GHz. Ebbene, come di consueto, lo abbiamo messo alla frusta con ripetute passate del benchmark sintetico Cinebench R20: dopo un Turbo Boost iniziale a 2.60 GHz – ben lontano dal massimo teorico di 3.90 GHz suggerito ai produttori da Intel – si stabilizza e non si schioda più dai 1.95 GHz. Come si può vedere dai risultati, Microsoft ha optato per una linea conservativa, privilegiando l’efficienza energetica, pur garantendo prestazioni discrete e soprattutto stabilissime nel tempo.

Molto buone anche le prestazioni grafiche. Sebbene la GPU Iris Plus integrata nell’ i7-1065G7 non sia malaccio, il fatto che sia inserita dietro il display, e quindi in un contesto fanless, la penalizza. In quest’ottica, la GPU discreta NVIDIA GeForce GTX 1650 Max-Q dà una grossa mano. Davvero ottime le prestazioni in ambito gaming, con titoli come State of Decay 2 che regalano grandi soddisfazioni anche con tutti i dettagli settati al massimo. Di media, il framerate si attesta intorno ai 40-45 fps, ma non è stabilissimo: nelle fasi più concitate arriva a sfiorare i 30 fps. Analogamente, con Gears of War 5 a risoluzione nativa e i dettagli settati su alto, raramente si scende sotto i 40 fps. Certo, non sono esigenti come Flight Simulator, ma per un convertibile sono risultati eccellenti.

Ottima gestione energetica, anche in connected standby

Davvero buona, poi, è l’autonomia di questo Surface Book 3, che ovviamente si appoggia a due batterie: una nel tablet e l’altra, ben più capiente, nella base. Con un uso da ufficio non troppo spinto – tanto Office, navigazione web e gestione delle mail –, retroilluminazione del display regolata automaticamente e Wi-Fi e Bluetooth sempre attivi, si superano le 8 ore di autonomia in scioltezza, sfiorandone anche le 9 ore. Con un minimo di attenzione e attivando il profilo energetico per massimizzare l’autonomia, ci si può spingere anche intorno alle 10 ore.

Nello specifico, la batteria dietro al display offre un’autonomia compresa tra l’ora e mezza e le 2 ore; la restante parte, invece, è offerta dalla batteria nella base. Come sul Surface Book 2, le due batterie si scaricano di concerto: non viene preservata quella del tablet. Spingendo tanto, e mettendo il Book 3 sotto stress, soprattutto lato GPU, l’autonomia cala vertiginosamente. Ad esempio, giocando a State of Decay 2, la batteria si arrende all’incirca in un paio d’ore. Davvero ridotti i consumi in connected standby: dopo oltre 11 ore, la batteria si scarica solo del 4%, senza che il Book entri in ibernazione. Sotto questo profilo, i processori Intel di decima generazione hanno segnato un passo avanti notevole. La ricarica completa, con il caricatore incluso da 120 W, richiede poco più di 2 ore a macchina accesa e attiva.

Microsoft ha fatto un lavoro eccellente anche sotto il profilo della gestione delle temperature. In condizioni “normali”, anche completando qualche aggiornamento di sistema, la ventola non si attiva mai e il Book 3 si mantiene sempre interamente fresco al tatto, sia dietro al display, sia sulla base. La musica chiaramente cambia, quando invece lo si mette stress lato GPU: sotto carico pesante, la ventola si sente eccome e le temperature salgono.

È la porzione tablet – dove sono allocate CPU e GPU integrata – ad esibire gli spiriti più “bollenti”, dimostrandosi non proprio piacevole al tocco sotto stress, ma mai veramente incandescente. Ma è comprensibile, in quanto la dissipazione del calore del tablet è passiva. La ventola si trova invece nella base e, quando gira a velocità elevata, emette un suono relativamente sordo, che la rende piuttosto tollerabile. La dissipazione attiva riesce nell’impresa di tenere la base – dove è invece collocata la GPU Nvidia – fresca in ogni condizione. Diventa appena tiepida in corrispondenza della griglia di aerazione, che, rivolta verso lo schermo, indirizza il flusso d’aria verso il display, riuscendo a contribuire marginalmente al raffreddamento dei bollori della CPU. Una soluzione davvero ingegnosa.

Windows 10 pulito, come dovrebbe essere

Trattandosi di un Surface, sotto il profilo del software, in teoria ci sarebbe poco da dire. C’è Windows 10 Home, nella versione 1909, super-pulito: zero bloatware, al di là di qualche collegamento, sul menu Start, per il download di qualche app tramite il Microsoft Store.

L’unica applicazione preinstallata è l’app Surface, che consente di consultare rapidamente informazioni utili come lo stato della garanzia, le versioni dei driver, lo stato della batteria di eventuali accessori Microsoft (Surface Pen, mouse, tastiere, ecc.). A proposito di Surface Pen – che ricordiamo non essere inclusa nel prezzo – l’app Surface consente anche di regolare la sensibilità dello schermo al livello di pressione secondo il proprio gusto. Gli aggiornamenti driver, così come quelli firmware, sono gestiti direttamente in Windows Update ed è una gioia non dover passare da siti web o apposite app.

La schermata di configurazione della sensibilità della Surface Pen 

Dobbiamo, però, fare qualcosa di più di un appunto a Microsoft: ci si aspetterebbe che i Surface siano i primi dispositivi a ricevere gli aggiornamenti delle funzionalità di Windows. Eppure, nel momento in cui scriviamo – ormai a circa 5 mesi dal rilascio della versione 2004 –, il Book 3 resta sostanzialmente bloccato alla versione del settembre dello scorso anno. A dire il vero, dopo qualche ricerca di aggiornamenti spalmata nel corso della prova, Windows ci ha proposto l’aggiornamento 2004 come facoltativo. Sebbene non vi siano grosse novità, non ci siamo sottratti dall’avviarne il download e l’installazione. Ebbene, sconsigliamo vivamente di fare altrettanto: il display tendeva a spegnersi occasionalmente anche durante l’uso e persino a perdere frequentemente di risoluzione, come se il driver video andasse in crash (crash che però non venivano ravvisati dal sistema). Solo un ripristino alla versione 1909 ha riportato la situazione alla normalità. È una circostanza che lascia qualcosa di più dell’amaro in bocca perché l’esperienza software su Surface dovrebbe essere il fiore all’occhiello del mondo Windows.

Surface Book 3

Surface Book 3

prezzo di listino 2.849,00 €

Microsoft Surface Book 3 13.5”: un campione ineguagliabile di versatilità

La linea Surface Book, ad oggi, resta unica nel suo genere: è un laptop, un 2-in-1, un tablet con digitalizzatore attivo. Non c’è nulla di simile sul mercato. E poi è un Surface, che è sinonimo di qualità costruttiva e di aggiornamenti driver e firmware garantiti per molti anni e gestiti direttamente in Windows Update. Il modello che abbiamo provato, poi, ha un’ottima autonomia, abbinata a prestazioni di tutto rispetto, senza che la ventola sia fastidio.

Tutto perfetto, allora? Purtroppo no. Al di là di un aspetto che può non piacere a tutti – che, tra l’altro, alla terza iterazione non è mai cambiato –, c’è più di qualcosa che fa storcere il naso, a partire da un display non calibrato di fabbrica, per passare, poi alla cronica mancanza della compatibilità allo standard Thuderbolt. A tutto questo va sommato un prezzo molto importante, che schizza rapidamente verso l’alto non appena ci si sposta verso configurazioni più “carrozzate”. Se Microsoft avesse aggiunto qualche opzione di configurazione in più (al ribasso), magari si sarebbe riusciti a portare a casa il Surface Book 3 ad un prezzo più accessibile.

Resta, però, una macchina unica nel suo genere: chi è alla ricerca di un prodotto che possa soddisfare tutte le sue “esigenze informatiche”, troverà nel Surface Book 3 il compagno perfetto.

  • 8.1

  • 9

  • 9

  • 8

  • 8

  • 8

  • 6

Cosa ci piace

Versatilità senza paragoni

Prestazioni sorprendenti anche nel gaming

Efficienza energetica esemplare

Cosa non ci piace

Display non calibrato di fabbrica

Incompatibilità (momentanea) con l’ultima versione di Windows

Poca scelta nella configurazione hardware

© riproduzione riservata

Resta aggiornato sugli ultimi articoli di DDay.it

Vuoi restare aggiornato? Ecco di cosa abbiamo parlato

Microsoft

Commenti

 segui per ricevere le notifiche dei nuovi commenti

Copyright © 2020 DDay.it – Scripta Manent servizi editoriali srl – Tutti i diritti sono riservati – P.IVA 11967100154

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *