Suicida un agente sicurezza del Cremlino. “Gesto legato a massacranti condizioni di lavoro”

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Secondo Baza, canale Telegram ben informato sui servizi, Mikhail Zakharov era tra le guardie del corpo di Putin. L’informazione è stata però smentita dalla Tass, l’agenzia di stampa ufficiale russa

| 30 Novembre 2020

Si è ucciso con un colpo di pistola tra le mura del Cremlino, dove lavorava. Mikhail Zakharov, agente dell’Fso, il servizio di sicurezza federale che si occupa anche della sicurezza del presidente Vladimir Putin, si è tolto la vita: secondo il canale Telegram Baza, di norma affidabile in quanto ben connesso con i servizi, l’uomo era massacrato da turni di lavoro estenuanti. Baza ha dichiarato che Zakharov in forza presso il quinto dipartimento del servizio, era una delle guardie del corpo di Putin, ma l’informazione è stata smentita dalla Tass, l’agenzia di stampa ufficiale russa.

“I colleghi di Zakharov notano che la pratica del lavoro in regime straordinario è diventata più frequente a causa di una carenza critica di personale presso l’Fso”, scrive Baza. “I dipendenti spesso devono lavorare non solo nei propri turni, ma anche in quelli dei colleghi che se ne sono andati. Queste ore di straordinario non sono retribuite”, continua. Baza sostiene anche che l’Fso abbia recentemente sospeso la politica di consentire il pensionamento anticipato ai membri che hanno accumulato un numero sufficiente di ore di straordinario, annullando così tutte le ore extra.

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