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Strage del Mottarone, verifiche sui dipendenti della funivia. Il gip: «Potevano rifiutare di mettere i forchettoni»

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L’inchiesta sulla strage del Mottarone potrebbe presto allargarsi portando all’iscrizione nel registro degli indagati di alcuni dipendenti della società che gestisce la funivia. «Valuteremo in che termini sapevano dell’uso dei forchettoni», ha detto infatti la procuratrice di Verbania Olimpia Bossi, «e valuteremo se hanno consapevolmente partecipato o se si sono limitati a eseguire indicazioni provenienti dall’alto». In parallelo proseguono gli accertamenti per capire come sia stato possibile che il cavo portante si sia spezzato, provocando la morte di 14 persone.


L’ordinanza del gip

Il fatto che la posizione di alcuni addetti della funivia potrebbe aggravarsi si desume anche dall’ordinanza del gip Donatella Banci Buonamici. Da verificare in particolare la condotta di chi avrebbe materialmente collocato le ganasce che hanno bloccato i freni d’emergenza su ordine di Gabriele Tadini, il caposervizio dell’impianto, che proprio su disposizione del gip ha lasciato il carcere e si trova adesso agli arresti domiciliari. Nell’ordinanza, il giudice scrive infatti che «gli addetti sapevano della prassi del caposervizio Tadini di lasciare inseriti i ceppi per bloccare il sistema frenante, ma forse potevano rifiutare di assecondarla».


La posizione del manovratore

Da valutare ci sarebbe soprattutto la posizione del manovratore in servizio il 23 maggio, ovvero il giorno della tragedia. Bacchettando la procura, il gip scrive infatti che «mai avrebbe dovuto essere sentito come persona informata sui fatti, dopo le dichiarazioni assunte prima delle sommarie informazioni rese da Tadini».

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