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Scoppia il caso all’esame da avvocato, il commissario lascia il microfono acceso: «Non possiamo promuoverli tutti, stiamo bassi»

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Il ministero della Giustizia ha avviato un’indagine sull’operato della commissione di Lecce, chiamata a esaminare gli aspiranti avvocati di Brescia, in un’inedita formula di esame di Stato – solo orale e niente scritto – per le misure anti-Coronavirus. I tre commissari, due riuniti in corte d’appello e il terzo da remoto, hanno lasciato il microfono aperto durante la camera di consiglio. «Quanti ne avete promossi fino ad ora? Non possiamo promuoverli tutti, stiamo bassi». I 475 candidati bresciani, sconcertati, hanno denunciato sui social l’accaduto.


È proprio l’esaminatore collegato da remoto a invitare i suoi colleghi a non promuovere un candidato, con il pretesto che qualche bocciatura occorreva darla. Gli altri due colleghi esaminatori non si oppongono, anzi: «Ho fatto apposta una domanda», dice uno. Il terzo commenta: «Io una domanda insidiosa posso farla». Alla fine il candidato ha ottenuto 18. Su Instagram, alcuni testimoni che hanno assistito agli orali hanno scritto che, dopo quella conversazione tra i commissari, sono fioccate le bocciature.


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