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Salvini spara su Lamorgese: il disegno è che si dimetta insieme a Durigon

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Il segretario della Lega Matteo Salvini torna a sparare su Luciana Lamorgese. E chiede le sue dimissioni come contropartita rispetto a quelle di Claudio Durigon, a cui ormai pare essersi rassegnato. In un tweet il leader del Carroccio torna ad attaccare frontalmente la ministra dell’Interno con gli argomenti già sollevati in questi giorni: «Rave party abusivi con morti e feriti, Baby Gang che devastano indisturbate, ieri record di sbarchi a Lampedusa: oltre 1.000 clandestini arrivati in meno di 24 ore. Lamorgese, la persona sbagliata al posto sbagliato». E risponde così alle indiscrezioni dei giornali che lo davano come rassegnato sul caso del sottosegretario e non disposto a votare la mozione di sfiducia presentata da Fratelli d’Italia.


August 26, 2021

Salvini spara su Lamorgese

Era stato lo stesso Salvini dal palco di Rimini a dire di non volere le dimissioni di Lamorgese un paio di giorni fa, pur spronando l’ex prefetta di Milano «a fare il ministro». Poi la Lega aveva fatto sapere che era in programma un incontro a tre con Mario Draghi e la responsabile dell’Interno per arrivare a un chiarimento. Ora però il Capitano sembra aver cambiato strategia. E con questo tweet pone sul tavolo uno scambio con Durigon. Ovvero dimissioni dell’uno e dell’altro, oppure niente da fare per entrambi. Ma pare difficile che il leader del Carroccio riesca a raggiungere il suo obiettivo. Se non altro perché se la sta prendendo con una tecnica suggerita dal Quirinale già ai tempi del Conte Bis.


Ma forse la partita che sta giocando il Capitano è anche interna. Perché proprio oggi in un retroscena di Repubblica si raccontava che anche Giancarlo Giorgetti ha mollato Durigon attribuendo al ministro dello Sviluppo parole inequivocabili: «Quando si è investiti di responsabilità di governo bisogna essere molto attenti a quello che si fa». E segnalando che Durigon fa parte di quell’inner circle salviniano che comprende anche parlamentari come Armando Siri, Claudio Borghi, Simone Pillon e Alberto Bagnai, visti con non molta simpatia dalla vecchia guardia del Carroccio. E allora ecco che l’attacco a Lamorgese e la difesa di Durigon potrebbe aprire una nuova partita politica. Tutta interna alla Lega.

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