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Russia, scomparso il medico che curò Navalny in Siberia dopo l’avvelenamento: negò la presenza di Novichok nel sangue dell’oppositore

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Alexander Murakhovsky, primario del pronto soccorso della clinica di Omsk dove l’oppositore del Cremlino Alexei Navalny venne curato subito dopo essere stato avvelenato lo scorso agosto, è scomparso venerdì, giorno in cui si sono perse le sue tracce dopo una battuta di caccia in una foresta nella regione di Omsk, a Est di Mosca. Secondo quanto riferito da fonti della polizia all’agenzia Tass, gli agenti lo stanno ricercando con l’ausilio di droni, elicotteri e volontari. 


Il dottor Murakhovsky, nel frattempo nominato ministro della Sanità della Siberia, era stato il medico che dopo l’ospedalizzazione di Navalny dichiarò che i risultati delle analisi dell’oppositore di Vladimir Putin non mostravano tracce di avvelenamento da Novichok. Il tutto venne successivamente smentito dall’OPCW (l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche). E Murakhovsky venne accusato dai sostenitori dell’oppositore del Cremlino di aver falsificato la diagnosi, rendendosi responsabile del ritardo del trasferimento in Germania di Navalny per le appropriate cure. 

Foto in copertina: EPA/MAXIM KARMAYEV

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