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Ristoranti, bar e musei: la vendetta dei No Green Pass è su Tripadvisor

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«Se questo museo discrimina i visitatori contrariamente alle norme UE sul Green Pass si tratta di misure inaccettabili». «Un’istituzione culturale importante come il Museo Egizio dovrebbe avere il coraggio di rifiutare il lasciapassare verde, ricordando che l’accesso democratico alla cultura è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione». «Questo esercente non accetta di servire persone sprovviste di green pass che vogliono consumare ALL’APERTO. Da evitare». Sono solo alcune delle recensioni pubblicate in questi giorni su Tripadvisor dai No Green Pass che contestano la richiesta di Certificazione Verde Covid-19 per accedere a ristoranti, bar e musei. E che rispondono con il voto di una stella agli obblighi sanciti dalle leggi.


La vendetta dei No Green Pass su Tripadvisor

Una delle “vittime” preferite dai No Green Pass è il Museo Egizio di Torino, che già era finito nei guai dopo il post su Facebook in cui annunciava l’obbligo di lasciapassare per l’accesso alla struttura. Qui possiamo leggere la “ribellione” di Isaia: «Obbedendo alle follie del governo Draghi, il Museo pensa di salvarsi dai danni dei prossimi lockdown. In realtà è solo rompendo con tutta la narrazione pandemica e la falsa alternativa “green pass o chiusure” che il settore della cultura può riprendersi da questo periodo buio». Ma nel mirino dei Ribelli della Certificazione Verde c’è anche l’Enoteca Letteraria Prospero di Palermo, che ha anticipato le regole del Green Pass rispetto all’entrata in vigore del provvedimento: «Stasera 30 luglio in questo pub mi è stato negato di poter consumare seduta ad un tavolo all’aperto perché sprovvista di certificazione verde, unica opzione la consumazione con asporto. Vorrei ricordare che il decreto è stato approvato per la fruizione dei luoghi al chiuso, ma con decorrenza dal 6 agosto».


E ancora: «Sabato scorso ho trascorso in questa enoteca una splendida serata grazie all’iniziativa “Rogo di Libri by Night”. Prima abbiamo bruciato i testi di medicina al grido di “i vaccinati non possono contagiare”, e poi abbiamo anteposto il bene della collettività a quello del singolo appioppando il conto da pagare a un ignaro passante. Non vedo l’ora di tornarci!». Il Messaggero racconta che gli utenti si organizzano su una serie di canali Telegram dedicati: “Basta Dittatura”, “Ioapro”, “No Green Pass”. Lì viene pubblicata una lista costantemente aggiornata di locali, ristoranti, bar, hotel e persino spazi culturali che chiedono il Green Pass. E nello stesso luogo si elogiano gli esercenti che invece annunciano che non chiederanno ai clienti la Certificazione o che si ribellano all’uso delle mascherine, come l’hotel di San Candido. Ieri pomeriggio, racconta ancora il quotidiano, è partita la campagna contro il museo di Capodichino, ma per ora di recensioni negative su Tripadvisor e Google non se ne vedono. Nel mirino anche i parchi come Aquafan, Fiabilandia e Mirabilandia.

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