Open

Rave Party nel Viterbese: arriva la polizia all’ingresso del lago di Mezzano

, Author

La polizia arriva sul lago di Mezzano a Valentano nel Viterbese, dove da alcuni giorni si sta svolgendo un rave party abusivo. Dalle 6 e 15 di questa mattina le forze dell’ordine si stanno schierando all’ingresso mentre una ventina di blindati si sta dirigendo verso la zona con due squadre di cinofili e alcune ambulanze. Sul posto ci sono anche la Guardia di Finanza e i carabinieri. Intanto è iniziato da alcune ore il deflusso: i partecipanti sono sempre meno e nel corso della notte alcuni camper e automobili hanno lasciato il luogo della festa dopo essere stati identificati dalle forze dell’ordine presenti ai posti di blocco. Gli agenti si stanno avvicinando nell’area del terreno per monitorare la situazione e stabilire quante sono le persone ancora presenti all’interno. Ci sono file chilometriche all’uscita delle campagne di Valentano dove le forze dell’ordine controllano le automobili una ad una. Un elicottero sorvola la zona.


Rave Party sul Lago di Mezzano a Valentano nel Viterbese: arriva la polizia

Space Travel, il rave party nelle campagne di Valentano al confine con la Toscana, è iniziato la notte fra il 13 e il 14 agosto. La festa, che ha toccato il picco di 10mila presenze a Ferragosto, è proseguita anche dopo la morte di Gianluca Santiago, uno dei partecipanti ritrovato lunedì nel lago di Mezzano, a poche centinaia di metri dal terreno dove si sta svolgendo il raduno. I magistrati sono in attesa dei risultati dell’autopsia disposta per accertare le cause. Si registrano anche 5 ragazzi portati all’ospedale della vicina Pitigliano, in provincia di Grosseto, per l’abuso di alcol. Quattro sarebbero finiti in coma etilico. Alcuni partecipanti hanno raccontato di cani morti sotto il sole.


Il rave è stato convocato via Telegram e la scadenza inizialmente era prevista il 23 agosto. Ma ieri pomeriggio gli organizzatori hanno dichiarato la resa con un volantino digitale intitolato “Game Over: the teknival is ending». Poche righe di commiato dirette ai partecipanti: «Ciao a tutti, viste le orribili vicende accadute allo Space Travel, gli organizzatori hanno deciso di staccare e smontare. Le entrate sono tutte presidiate dalla polizia e purtroppo un secondo ragazzo se n’è andato. Restate a casa, è una questione di rispetto per questi due ragazzi». La morte di una seconda persona, così come quella di una donna che ha partorito durante la festa, non è stata confermata dalla polizia.

Perché la polizia non ha sgomberato prima il Rave?

L’area occupata è la sede di un’azienda agricola. «È accaduto tutto in una notte, li abbiamo trovati con i miei operai al mattino. Abbiamo denunciato ma non è accaduto nulla», ha raccontato il proprietario del terreno Piero Camilli a La Stampa. E ancora: «Hanno rotto un cancello per entrare, rubato il gasolio, pezzi di trattore, i cani di chi sta partecipando al rave party hanno ucciso le mie pecore. Vendono eroina e cocaina sul mio terreno e lo Stato ha deciso di trattare? Perdonatemi ma mi vergogno di essere italiano».

Il Corriere della Sera spiega oggi perché la polizia non è intervenuta prima per sgomberare il Rave Party: la linea scelta è stata quella soft, con i controlli nei confronti di chi lasciava la festa. Le identificazioni, secondo il Viminale, sono già migliaia e ci sono mille denunce pronte a partire. Anche il comitato per l’ordine e la sicurezza che si è tenuto ieri ha continuato ascartare l’opzione dello sgombero. «Con un numero così elevato di persone, inclusi molti giovani e giovanissimi, con tir, su un terreno ricco di sterpaglie sono troppi i rischi per l’incolumità, non tanto delle forze dell’ordine, ma dei partecipanti al rave», ha detto al quotidiano Girolamo Laquaniti dell’associazione funzionari di polizia.

Le indagini della Digos

Repubblica racconta che tutta l’organizzazione è partita dal web, su gruppi criptati ora finiti sotto la lente della polizia postale. Alla fine della doppia indagine, sul campo e in rete, la Digos invierà un’informativa alla procura: i partecipanti rischiano di finire sotto inchiesta per invasione di terreni e danneggiamento, oltre a rispondere della violazione delle norme anti-Covid. La Digos ha già allacciato i contatti con i colleghi delle forze di polizia dei Paesi di provenienza degli organizzatori: l’obiettivo, mentre la musica va avanti e fa scappare animali e turisti, è colpire la base dei rave abusivi.

Intanto è iniziato il deflusso, ha spiegato il sindaco di Pitigliano Giovanni Gentili all’agenzia di stampa Ansa: «Alcuni partecipanti sono arrivati in paese a Pitigliano. Hanno lasciato il rave quelli che erano meno organizzati, senza camper, senza roulotte. Spesso hanno finito le scorte e se ne vanno. Risulta che gli organizzatori prevedevano di far durare il rave dieci giorni ma speriamo che possa concludersi già domani, ci sono accordi che operano in questa direzione». Anche i comuni di Manciano e in minor misura Sorano, sul versante della Toscana sono interessati dai flussi di rientro dei reduci del rave party osservati nei loro transiti dalla popolazione locale nelle proprie case.

Leggi anche:

Leave a Reply