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Il suo mandato da presidente degli Stati Uniti non è ancora iniziato ufficialmente, ma Joe Biden deve già affrontare la prima grana riguardante le ultime nomine della nuova amministrazione. E i problemi si presentano in una casella di peso come quella del prossimo segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che secondo quanto riportato dalla Cnbc è tra i cofondatori di una società di consulenza che ha aiutato a lanciare un fondo di venture capital per investire nel settore della Sicurezza e della Difesa. Una posizione, la sua, che rischia di compromettere la conferma della nomina, dato che esiste l’ipotesi concreta che possa configurarsi una situazione di conflitto d’interessi. E proprio oggi sono stati diffusi nuovi particolari riguardanti le indagini a carico del figlio Hunter per evasione fiscale e sospetto riciclaggio.

Blinken a rischio conflitto d’interessi


La società in questione è la WestExec Advisors ed è stata fondata nel 2017 con altri ex responsabili dell’amministrazione Obama, come la ex sottosegretaria alla Difesa Micehe Flournoy. Il fondo lanciato tramite la WestExec Advisor si chiama Ridgeline Partner, di cui la società di consulenza co-fondata da Blinken è “partner strategico”, con l’obiettivo, si legge nel suo sito online, di “fornire consigli e competenze necessarie in materia di sicurezza nazionale degli Usa e degli alleati” e di “indicare le opportunità di crescita del portafoglio”

E le società comprese nel portafoglio della Ridgeline Partner sarebbero per lo più start up tecnologiche e di raccolta ed elaborazione dati che hanno ottenuto contratti dall’amministrazione Usa, compresi alcuni accordi con il Pentagono e con la Cia. Blinken, aggiungono, è anche coinvolto nella Pine Island Capital Partners, la società di investimenti tra i cui consulenti c’è anche Lloyd Austin, l’ex generale nominato da Biden segretario alla Difesa.

Intanto il Dem ha scelto Susan Rice, ex consigliera per la sicurezza nazionale con Barack Obama, per guidare il consiglio di politica interna della Casa Bianca, secondo quanto scrive Politico. Rice, ex ambasciatrice Usa all’Onu, era stata considerata tra i candidati a vicepresidente e a segretario di Stato. Data la sua esperienza di politica estera, l’incarico appare come una sorpresa, ma secondo alcuni osservatori si spiega in parte col fatto che non è sottoposto alla conferma del Senato, dove la Rice incontrerebbe la forte opposizione dei Repubblicani per la sua gestione dell’attacco contro il consolato statunitense a Bengasi del 2012.

Le accuse al figlio Hunter: nel mirino anche della Procura di New York


Il grande scheletro nell’armadio che lo ha accompagnato durante tutta la campagna elettorale e verso il quale il presidente uscente, Donald Trump, ha rivolto gran parte dei suoi attacchi continua a preoccupare l’ex vicepresidente di Obama. Si allarga infatti l’inchiesta federale nei confronti di Hunter Biden, andando oltre i confini dell’indagine fiscale avviata dal procuratore del Delaware. Secondo Politico, che cita fonti informate, l’unità specializzata in crimini finanziari del Southern District di New York ha passato al setaccio le finanze di Biden per il sospetto di attività di riciclaggio collegato con attività all’estero. Le stesse accuse che, dall’inizio dello scorso anno, stanno muovendo l’inchiesta di procuratori del Delaware e Washington. Tanto che i procuratori di New York, riferiscono le fonti, dopo aver parlato con i colleghi del Delaware hanno deciso di sospendere le indagini senza aprire un’inchiesta formale separata.

Secondo le fonti citate da Politico, al centro dell’inchiesta su Hunter Biden vi sono i suoi legami con società ed individui all’estero. E, come è prassi in inchieste di natura fiscale, i procuratori del Delaware hanno coinvolto anche la Tax Division del dipartimento a Washington.


Nella sua carriera di consulente e lobbista, il figlio di Biden ha inanellato una serie di rapporti d’affari con soggetti controversi, a cominciare dalla società energetica ucraina Burisma, il cui fondatore è stato accusato di corruzione e le cui vicende sono al centro del Kievgate. Ha anche lavorato per Gabriel Popoviciu, uomo d’affari rumeno accusato di corruzione. In Cina poi ha fatto affari con il magnate del petrolio Ye Jianming e con il suo socio Patrick Ho che nel 2018 è stato condannato dal Southern District di New York per aver cercato di pagare tangenti ai funzionari governativi in Ciad e in Uganda. Lo stesso tribunale, sempre nel 2018, ha condannato un altro ex partner di Biden, Devon Archer, per accuse, non collegate, di frode.

Nell’ambito di questa inchiesta, sono emersi dei documenti bancari che provano pagamenti arrivati dall’estero al figlio del presidente eletto. Proprio questi pagamenti sono finiti all’attenzione degli inquirenti della procura newyorkese, dopo che la condanna di Archer è stata prima sospesa da un altro giudice e poi, il mese scorso, confermata in appello.

Ma ci sono gli affari con la Cina al centro dell’inchiesta per presunta evasione fiscale. È stato lo stesso Hunter a dare la notizia dell’inchiesta, affermando di esserne stato informato solo ora: “Ho appreso ieri per la prima volta che l’ufficio del procuratore federale ha comunicato al mio legale che stanno indagando la mia situazione fiscale – ha dichiarato – considero la cosa con estrema serietà ma sono fiducioso nel fatto che una revisione oggettiva e professionale dimostrerà che ho gestito i miei affari in modo legale ed appropriato, anche con l’ausilio di consulenti fiscali”.

Secondo quanto rivelato, l’indagine è tesa a stabilire se Hunter abbia nascosto al fisco americano i proventi delle sue consulenze in Cina. L’Fbi martedì avrebbe chiesto di interrogare Hunter – cosa interpretata come un segnale del fatto che l’inchiesta sia in uno stadio avanzato -e ha inviato mandati di comparizione a lui ed a suoi collaboratori, aspetto che invece rimanda ad una fase ancora di raccolta degli elementi. L’inchiesta federale sul figlio potrà costituire un pericoloso banco di prova per Biden ed il suo dipartimento di Giustizia, dopo che per anni i democratici hanno criticato la perdita dell’indipendenza dalla Casa Bianca degli Attorney general nominati da Trump. Biden non ha ancora nominato il ministro della Giustizia, ma chiunque sarà nominato nelle audizioni di conferma dovrà garantire di tutelare l’indipendenza dell’inchiesta nei confronti del figlio del presidente.

Hunter, secondo le rivelazioni, non è però l’unico della famiglia del presidente eletto sotto inchiesta: i procuratori federali del distretto occidentale dalla Pennsylvania hanno infatti avviato un’inchiesta sulla bancarotta di Americore Health, che gestiva una serie di ospedali, concentrandosi sul ruolo che aveva nella società James Biden, fratello del presidente eletto.

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