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Partita del cuore, Aurora Leone non ci sarà: «Ho sempre giocato in mezzo ai maschi, dispiace perché avevo gli stinchi allenati»

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Dopo l’episodio di sessismo di cui è rimasta vittima Aurora Leone, cacciata dalla cena della vigilia della Partita del Cuore perché donna, Enrico Ruggeri, presidente e capitano della Nazionale Cantanti. Ruggeri, ha provato a ricucire lo strappo. Intervenuto in una breve diretta Instagram, ha annunciato che sono stati presi dei provvedimenti contro chi ha allontanato l’attrice. In più il cantante ha invitato l’attrice a scendere in campo: «Ti aspettiamo per giocare insieme» ha detto. «Per cui, quello che posso fare è mostrare la maglia di Aurora e se qualcuno la conosce ditele che noi la stiamo aspettando in campo per cercare di porre rimedio a questo incidente per il quale abbiamo preso provvedimenti. Ma la cosa importante è ritrovarci tutti assieme perché tutto questo è più importante di qualsiasi altra cosa. Aurora se vuoi noi siamo pronti abbiamo un posto per giocare e per renderci utili». Aurora Leone, però, non scenderà in campo.


Aurora Leone: «Grazie per la solidarietà, ma stasera non ci sarò»

L’amarezza per quanto accaduto non è poca, come traspare dalle parole pubblicate dalla diretta interessata su Facebook: «C’ho sempre giocato. In mezzo ai maschi dico. Occhiali sempre a terra e io pure. Spesso a porta ma con dignità anche a centrocampo con stinchi allenati senza -para-. E ci volevo giocare. Pure stasera dico. Perché la causa è giusta e gli stinchi li avevo allenati». Aurora Leone è già tornata a casa. «Lo stadio è a 800 km per una cosa brutta che mi ha messo in difficoltà più di quando mi cadevano gli occhiali», ha scritto ancora su Facebook. «Ma la giusta causa del treno di andata c’è anche nel treno di ritorno: la donazione. E non mi resta che donare alla Fondazione piemontese per la ricerca contro il Cancro – ha proseguito -. Perché le cose belle restano anche a 800 km dallo stadio. Grazie della solidarietà».



Il dirigente Pecchini si dimette

Prima delle parole di Aurora Leone, erano arrivate quelle di Gian Luca Pecchini, dirigente della Nazionale cantanti che ha fatto un passo indietro dopo le polemiche: «Mi assumo la responsabilità di quello che è accaduto dimettendomi dal mio incarico in attesa di parlare personalmente con Aurora Leone». «Ci tengo però a sottolineare» ha proseguito Pecchini, «a scanso di equivoci, che nessun artista si è reso conto dell’episodio in questione; i presenti si sono accorti di quello che stava succedendo nel momento in cui Aurora e Ciro si sono alzati per andarsene via».

La reazione della Nazionale Cantanti

In mattinata, era stata la stessa Nazionale cantanti a rispondere alla polemica con un post su Instagram, poi cancellato. «Alessandra Amoroso, Madame, Jessica Notaro, Gianna Nannini, Loredana Bertè, Rita Levi di Montalcini, sono solo alcuni dei nomi delle tantissime donne che dal 1985 (anno in cui abbiamo giocato a San Siro, per la prima volta, contro una compagine femminile), hanno partecipato e sostenuto i nostri progetti», aveva scritto la Nazionale cantanti.

«Il nostro staff è quasi interamente composto da donne, come quest’anno sono donne le conduttrici e la terna arbitrale della “Partita del cuore”. La Nazionale Italiana Cantanti non ha mai fatto discriminazioni di sesso, fama, genere musicale, colore della pelle, tipo di successo e followers. C’è solo una cosa nella quale la Nazionale Cantanti non è mai scesa a compromessi: noi non possiamo accettare arroganza, minacce, maleducazione e violenza verbale dai nostri ospiti».

May 25, 2021

La dura critica di Vezzali

Altre reazioni, e risposte, erano arrivate dal mondo dello sport. La campionessa olimpica Valentina Vezzali, e sottosegretario di con delega allo Sport nell’attuale Governo, aveva parlato dell’ennesima «triste attestazione di quanta strada ci sia ancora da fare. “Da quando in qua le donne giocano a calcio” evidenzia la necessità di tanta cultura sportiva. Si punta al cuore, ma qui bisogna ricominciare dal cervello».

Le scuse di Ramazzotti

Andrea Mariano dei Negramaro aveva invece annunciato su Instagram che se la nazionale Cantanti non dovesse scusarsi allora stasera non scenderà n campo: «Non mi sento di partecipare all’incontro», ha scritto. La stessa reazione era arrivata da Alberto Cazzola de Lo Stato Sociale: «Come uomo di spettacolo e di sport non posso accettare di stare in un luogo dove il regolamento interno sia apertamente discriminatorio e sessista». Mentre il cantante Eros Ramazzotti, sempre su Instagram, aveva chiarito che la Nazionale cantanti è stata coinvolta direttamente «nella vicenda scaturita dal comportamento di due persone dello staff. Stavamo parlando tra di noi mentre cenavamo, abbiamo sentito delle voci alzarsi senza capire cosa stesse succedendo». Ramazzotti aveva aggiunto che stamattina si sarebbe incontrato con Aurora e Ciro «per spiegare meglio la dinamica dell’avvenimento e scusarci pubblicamente dell’accaduto».

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