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Nella loro esortazione per la Giornata mondiale dei diritti umani domandano alle parti di lavorare a una riconciliazione sociale per porre fine alle violenze. Chiesto un intervento più attivo della Conferenza episcopale. Card. Suharyo: Attenzione e compassione per il popolo papuano.

Jayapura (AsiaNews) – I sacerdoti cattolici della provincia di Papua invocano una soluzione pacifica per il conflitto tra le Forze armate e i gruppi separatisti locali. L’esortazione è contenuta in una lettera pastorale pubblicata ieri, Giornata mondiale dei diritti umani. Nel loro messaggio, i religiosi papuani ricordano che l’uso della forza genera solo violenza e morte, senza raggiungere risultati fruttuosi: “È meglio condurre un dialogo amichevole e lavorare a una riconciliazione sociale per risolvere i problemi e porre fine alle violenze”.  

Sin dal suo passaggio dalla sovranità olandese a quella indonesiana nel 1962, Papua occidentale è stata attraversata da forti tensioni indipendentiste, con la popolazione locale che si è sempre sentita discriminata dal governo di Jakarta. Gli scontri tra le due parti si sono intensificati nella reggenza di Intan Jaya; tra le vittime civili si contano anche alcuni religiosi, tra cui il pastore protestante  Jeremiah Zanambani.

Oltre ai richiami alla pace rivolti al governo e alle forze separatiste, i sacerdoti di Papua chiedono al card. Ignatius Suharyo Hardjoatmodjo, arcivescovo di Jakarta e presidente della Conferenza episcopale indonesiana, di esprimersi sui problemi umanitari che affliggono la provincia. Essi si domandano perché tale questione non è affrontata in modo serio e scrupoloso dalle gerarchie cattoliche nazionali e locali, soprattutto di fronte ai limiti imposti alla libertà di espressione della popolazione papuana, e allo sfruttamento delle risorse naturali del posto da parte delle multinazionali.

Sentito da AsiaNews, il card. Suharyo ha spiegato che la Conferenza episcopale non è mai stata silente sul futuro di Papua: “Abbiamo fatto diverse cose per dare sostanza all’attenzione e alla compassione della Chiesa per i papuani, azioni che non necessitano di essere rese pubbliche”. Mons. Aloysius Murwito, vescovo della diocesi papuana di Agats, ha aggiunto che oltre all’impegno pastorale, il card. Suharyo e gli altri prelati del Paese offrono da anni alla popolazione della provincia assistenza umanitaria e finanziaria in diversi ambiti, come quello educativo e sanitario.

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