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Omofobia, in Senegal centinaia di manifestanti anti-gay in piazza per rendere l’omosessualità un reato: «Li bruceremo vivi»

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Criminalizzare l’omosessualità. Questa la richiesta delle diverse centinaia di persone che oggi a Dakar in Senegal hanno manifestato con forza per la legittimazione dell’omofobia. Alla protesta organizzata da And Samm Jikko Yi, il collettivo che dichiara di voler «promuovere i valori sociali corretti», hanno partecipato anche diversi leader religiosi e personalità della società civile. Attualmente in Senegal non è illegale dichiararsi gay ma come hanno spiegato i manifestanti alla stampa «il sesso in flagranza è già punito con il carcere fino a cinque anni». Il passo in più richiesto è quello di far diventare l’omosessualità un vero e proprio reato.


«Li bruceremo vivi»

Il presidente del Senegal, Macky Sall, ha più volte sottolineato come, nonostante i gay non siano ostracizzati, il divieto delle pratiche omosessuali «rifletta le consuetudini culturali del Paese». In nome di un’appartenenza culturale dunque la manifestazione si è svolta con l’obiettivo di difendere la legittimità dell’omofobia, in alcuni casi anche con espressioni violente al grido di: «Li uccideremo», o «li bruceremo vivi». Il continente africano deve ancora fare molta strada riguardo al tema dei diritti omosessuali: le relazioni gay consensuali sono legali soltanto in 21 dei 54 Paesi dell’Africa.



May 23, 2021

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