Nuovo Dpcm, sport costretto a fermarsi: stadi chiusi e stop campionati regionali

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Le conseguenze del Dpcm

Redazione — 25 Ottobre 2020

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Stadi nuovamente chiusi ai tifosi con la cancellazione del ‘privilegio’ per i consueti mille supporters, mentre potranno andare avanti le competizioni di tutti gli sport di interesse nazionale e internazionale. Per quanto riguarda lo sport amatoriale, invece, sospese le attività di palestre e piscine. Il nuovo Dpcm varato nella notte dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte colpisce duramente il mondo dello sport, che non a caso nel corso della giornata ha fatto sentire subito la sua voce.

Per contenere la pandemia di coronavirus il Governo ha deciso di attuare misure più restrittive a partire da domani; saranno comunque consentite le attività sportive all’aria aperta nei parchi mantenendo il distanziamento sociale. Consentita anche la pratica di sport come il tennis solo se i circoli sportivi pubblici e privati rispetteranno le norme del distanziamento sociale e senza assembramenti, lo stesso vale per lo sci (con l’adozione di apposite linee guida da parte delle Regioni e validate dal Cts). Pure la scherma può proseguire la sua attività quotidiana, nel rispetto dei protocolli emanati dalla Federazione. Per quanto riguarda gli sport di squadra, stop a tutta l’attività a livello provinciale (come già nel precedente Dpcm) e soprattutto regionale. Ad esempio, nel calcio, si fermano tutti i campionati dall’Eccellenza in giù.

“Ho compiuto ogni sforzo possibile per evitare la sospensione delle attività, compresa l’emanazione solo tre giorni fa di un protocollo con regole ancora più stringenti. Purtroppo però non è servito a nulla perché i dati sono peggiorati e ancora una volta stavamo rischiando di andare verso il collasso del Sistema sanitario”, ha commentato il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora. “Mi auguro che il mondo dello sport possa riprendere il prima possibile perché, oltre al lato economico, è fondamentale per il benessere fisico e psicologico, e per tante ragazze e ragazzi rappresenta oltre che uno sfogo positivo e una passione anche un argine alla marginalità e all’illegalità”, ha aggiunto. Proprio i danni dal punto di vista economico hanno fatto scattare un campanello di allarme per tutti gli operatori del settore, che immediatamente hanno fatto sentire la loro voce chiedendo un contributo al Governo. “Lo sport di base è davvero in ginocchio, non ce lo possiamo più permettere”, fanno sapere dall’UISP. Al riguardo il ministro Spadafora ha annunciato un decreto “per sostenere con misure straordinarie” con “800 euro di indennità per novembre, 50 milioni di fondo perduto per ASD e SSD da erogare entro novembre e un fondo perduto automatico per le Società Sportive Dilettantische con codici Ateco che ne avevano già usufruito”. Il presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli ha già convocato questa settimana i presidenti di federazione, enti di promozione e discipline associate per fare il punto della situazione, lavorare insieme per tutelare l’ossatura dello sport italiano e valutare l’uso dei contributi pubblici.

Per quanto riguarda l’attività di vertice, la misura che più di tutte rischia di colpire duramente le società sportive è quella della nuova chiusura di stadi e palazzetti. Niente più 1000 spettatori per le partite di calcio, così come i 200 nei palazzetti di basket e volley. “Lo sport è un settore produttivo a tutti gli effetti e, come tale, necessita di interventi di ristoro. Contestualmente alle decisioni per contenere la diffusione del virus, il Governo ci dica cosa intende fare per garantire un dignitoso futuro alle attività penalizzate dal nuovo decreto, compreso lo sport”, hanno tuonato dal Comitato 4.0 costituito da Lega Pro, Lega basket Serie A, Lega pallavolo maschile, Lega nazionale pallacanestro, Lega pallavolo femminile, Lega basket femminile, Fidal Runcard. Mentre il presidente della Lega B Mauro Balata ha dichiarato: “Di questo passo la Lega Serie B muore e le società dovranno chiudere. Chiedo al Governo di intervenire subito con provvedimenti concreti”. La Federazione Italiana Pallacanestro infine “sta cercando di comprenderne appieno le disposizioni. A questo proposito si chiede al più presto un chiarimento alle Autorità” per evitare “ulteriore confusione nel movimento sportivo italiano, già fortemente condizionato dalla drammatica situazione pandemica”

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