Nuovo Dpcm, la circolare del Viminale: ordinanze dei sindaci per chiudere piazze e vie della movida

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Il chiarimento dopo le polemiche

Carmine Di Niro — 20 Ottobre 2020

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Nonostante la rabbia dei sindaci e del loro ‘portavoce’, il presidente dell’Anci e primo cittadino di Bari Antonio Decaro, saranno loro e le loro firme a decretare tramite ordinanza la chiusura completa o parziale di strade e piazze dove potrebbero verificarsi assembramenti pericolosi per il rischio contagio da Covid.

A metterlo nero su bianco, dopo le polemiche nate per la conferenza stampa di Giuseppe Conte sul Dpcm, con la formula modificata da Palazzo Chigi, è una circolare del Ministero dell’Interno firmata dal capo di gabinetto del Viminale Bruno Frattasi.

Lotta al #Covid19, inviata ai #prefetti la #circolare per fornire indicazioni sulla applicazione delle misure di interdizione di specifici ambiti urbani.#dpcm#20ottobre@comuni_anci@Palazzo_Chigi @ProvinceItalia

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— Il Viminale (@Viminale) October 20, 2020

LE CHIUSURE – Pur essendo stata cancellata dal Dpcm, la parola sindaci riemerge infatti nella circolare che chiarisce i termini del decreto Conte. “Si richiama in primo luogo l’attenzione sulla previsione di cui all’articolo in epigrafe, che introduce la facoltà di disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21 delle strade o delle piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private”, si legge nella circolare. “Il relativo strumento di declinazione è da individuarsi nelle ordinanze del sindaco, quale autorità sanitaria”, nonché “in qualità di ufficiale di governo”. Ma “l’attuazione di tale intervento richiederà poi la più ampia concertazione e collaborazione tra sindaco e Prefetto”.

L’USO DELL’ESERCITO – Non solo. Nella circolare si fare presente che “la definizione della forza pubblica, da impiegare nell’espletamento dei servizi, sarà oggetto di apposita riunione tecnica di coordinamento che i signori Questori organizzeranno con le Forze dell’ordine e gli altri attori della sicurezza territoriale, anche ai fini dell’individuazione delle aliquote di polizia locale che integreranno il dispositivo”. Ma “resta inteso che anche l’attuazione di tale misura potrà beneficiare del concorso di unità militari, laddove presenti nell’ambito dell’operazione ‘Strade Sicure’, anche all’esito di una rimodulazione del piano d’impiego delle forze già in disponibilità”.

LO SPORT – Per quanto riguarda lo sport, “sono oggetto di divieto gli eventi e le competizioni riguardanti le discipline sportive di contatto di interesse provinciale. Sono inoltre vietate le attività sportive di contatto a carattere ludico-amatoriale. Al riguardo, è bene precisare che con tale dizione si intende qualunque attività sportiva di contatto effettuata a livello occasionale e spontaneo (ad esempio, le partite di calcetto tra amici)”, si legge ancora nella circolare.

“E’ opportuno chiarire, onde anche evitare pratiche elusive, che il tesseramento presso associazioni o società sportive dilettantistiche è condizione per l’esercizio degli sport di contatto purché esso avvenga nel perimetro di eventi e competizioni riconosciute di interesse nazionale o regionale dai suddetti Comitati e dalle federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva”, prosegue la circolare del ministero dell’Interno. “Sono escluse dal divieto, invece, le forme individuali degli sport di contatto, con la conseguenza che le relative attività di allenamento potranno continuare a svolgersi, purché nel rispetto del distanziamento e delle altre misure di sicurezza”.

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