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Numeri in chiaro, Giovanni Maga: «Aumentare i giorni fra prima e seconda dose non è un salto nel buio. Ora abbiamo i dati»

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Un’epidemia in ritirata e una campagna vaccinale che potrebbe portarci a un inverno in cui il Coronavirus non sarà protagonista delle cronache nazionali. È questa la prospettiva disegnata da Giovanni Maga nella nostra rubrica Numeri in Chiaro. Il bollettino di oggi registra che il numero di decessi legati al Covid-19 è arrivato a 267 mentre gli ingressi in terapia intensiva 142. Secondo Maga, direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare di Pavia, questi sono tutti segnali positivi: «Nell’ultimo mese abbiamo visto diminuire di oltre 100 mila unità le persone positive al Coronavirus. Il tasso di positività, al netto dei tamponi di controllo, è sotto al 10%. Anche con le riaperture il quadro epidemiologico non è peggiorato ma sta migliorando».


Intanto la campagna vaccinale in Italia si avvicina a una nuova svolta. Il ministero della Salute ha deciso di estendere a 42 giorni l’intervallo fra la prima e la seconda dose. Una scelta simile a quella decisa, mesi fa, dal governo del Regno Unito guidato da Boris Johnson: «Non è solo un ipotesi – spiega Maga – o un salto nel buio come ha fatto il Regno Unito. Ora abbiamo i dati. Questa è una scelta che permette un aumento dell’immunità della popolazione, senza nessun rischio. È una notizia che dobbiamo leggere come un progresso delle nostre conoscenze». In questo modo la distribuzione delle dosi di vaccino potrebbe essere ancora più veloce: «La nostra campagna vaccinale è arrivata a 500 mila dosi al giorno. È un’ottima notizia, per settembre potremmo essere vicini al 75% della popolazione immunizzata».

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