Non ti ricordi il titolo di una canzone? Basta che la canticchi a Google e la troverà per te

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19/10/2020 10:560

Non ti ricordi il titolo di una canzone? Basta che la canticchi a Google e la troverà per te

Anche un mugugno melodioso può essere sufficiente per individuare quella canzone di cui proprio non riusciamo a ricordare il titolo. Ora la si può canticchiare a Google Search che la individuerà grazie alla corrispondenza della sua impronta digitale sonora

“Canto quel motivetto che mi piace tanto, e che fa dudu dudù dudu dudù tuttuttu!” era il testo dell’omonima canzone dell’Orchestra Blue Star incisa negli anni trenta. Un esempio azzeccato per raccontare della nuova funzione di Google Search, che permette di cantare a bocca chiusa, fischiettare, o accennare la melodia di un brano che poi verrà riconosciuto e indicato come risultato della ricerca.

La nuova funzione non è niente che SoundHound non facce già da tempo, ma la sua disponibilità in Google Search lo rende utilizzabile da molte più persone.

Si può canticchiare in Google Search e all’Assistente Google


Per utilizzare il riconoscimento vocale del brano è necessario aprire l’applicazione Google, oppure usare il widget search presente sugli smartphone Android, toccare l’icona del microfono e dire “Qual è questa canzone?”, oppure toccare il tasto “Cerca un brano” in basso a sinistra.

A questo punto tocca a noi. Google si mette in attesa ascoltando per circa quindici secondi il nostro canticchiare, che si riferisce a quella canzone di cui proprio non riusciamo a ricordare il testo, così come non ci sovviene il titolo.

Dopo aver sopportato la nostra prova canora, Google restituisce tre risultati con una percentuale di probabilità dell’avvenuto riconoscimento del testo, a cui seguono altri risultati in cascata con probabilità più basse. La percentuale più alta dovrebbe indicare proprio la canzone che stavamo cercando.

La funzione è disponibile anche come comando dell’Assistente Google. È sufficiente dire “Qual è questa canzone”, oppure “Come si chiama questa canzone”, o ancora “Qual è il titolo di questa canzone.” Non siamo invece mai riusciti a far funzionare il comando vocale dall’applicazione Google, forse perché la versione italiana con la nuova capacità deve ancora aggiornarsi.

Machine learning e le impronte digitali delle canzoni


Per dare la nuova abilità al suo motore di ricerca, Google ha preso le “impronte digitali” delle melodie delle canzoni e ha costruito modelli di machine learning che riescono ad abbinare il canto a bocca chiusa, il fischiettio o il canto alla gusta impronta digitale della canzone, ovvero la sua impronta sonora formata da una sequenza numerica che identifica la sua melodia.

Gli algoritmi eliminano tutti gli altri dettagli, come il timbro e il tono della voce, e i modelli di Google sono addestrati a identificare le canzoni sulla base di una varietà di fonti, tra cui il canto umano, il fischio o il canto a bocca chiusa.

Abbiamo provato anche a far riconosce una brano di musica classica: il primo movimento, l’Allegro, della Primavera di Vivaldi, che però non è stato individuato, eppure ha una melodia unica e perfettamente distinguibile, e ci siamo sforzati di canticchiarlo al massimo delle nostre possibilità. È probabile che la musica classica non sia stata considerata da Google.

Tutte le altre canzoni sono sempre state riconosciute, anche con percentuali molto basse di corrispondenza (17%) nel caso del “Vecchio frack di Modugno”, e alte, come il 67% di “I Don’t Want To Miss A Thing” degli Aerosmith.

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FonteGoogle

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