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Non si ferma il rave nel Viterbese. La rabbia dei sindaci: «Migliaia di giovani fuori controllo, lo Stato intervenga» – I video

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«Il rave party illegale che si sta consumando a Valentano è un attacco frontale ai territori e alla popolazione dei comuni limitrofi». Sono le dure parole messe nero su bianco in una nota congiunta dai sindaci toscani di Manciano, Pitigliano e Sorano, preoccupati per il raduno non autorizzato organizzato al confine tra Toscana e Lazio, nel comune di Valentano, in provincia di Viterbo e in prossimità dl lago Mezzano, dove ieri è stato trovato il corpo senza vita di un 25enne di origini inglesi, morto dopo esser annegato nel lago. Al raduno sono accorse oltre 5.000 persone da tutta Italia, ma anche dall’estero. «Questo raduno illegale – si legge ancora nella nota dei sindaci – è una vera e propria incursione nei confronti dei nostri territori e in primis di quello del vicino comune di Valentano, da parte degli organizzatori e dei partecipanti di questo rave, che inevitabilmente stanno minando in queste ore le attività economiche, in piena stagione turistica, e la sicurezza e la tranquillità dei cittadini, anche dal punto di vista sanitario».



L’appello dei sindaci: «Lo Stato intervenga, la situazione è fuori controllo»

Una situazione divenuta ormai ingestibile e che preoccupa i sindaci del territorio che temono un’impennata dei contagi dato che il tutto si sta svolgendo senza alcun controllo e, dalle immagini pubblicate sui social dai partecipanti, nessuno indossa mascherina né viene mantenuto il distanziamento interpersonale. I sindaci, «preso atto con profonda amarezza che lo Stato non si sia dimostrato capace di prevenire, per di più durante una pandemia da Covid-19 in corso dal 2020, tale clamorosa manifestazione di illegalità da ogni punto di vista», attaccano: «A oggi non è stato assicurato un adeguato e continuo controllo dei territori di questi tre comuni, con un impiego straordinario di forze dell’ordine nonostante la massiccia presenza fissa o mobile di migliaia di persone arrivate per partecipare al rave e che stanno iniziando a gravitare anche nelle nostre zone». E alla luce di ciò chiedono «una maggiore attenzione e un profondo impegno anche da parte della Prefettura di Grosseto per gestire questa situazione che non sappiamo ancora a cosa porterà e né quando finirà». 

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