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Non serve la ricetta per la pillola post rapporto, anche per le ragazze minorenni: la sentenza del Tar Lazio

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La pillola dei cinque giorni deve rimanere un farmaco da banco, anche per le ragazze minorenni. Lo ha stabilito una sentenza del Tribunale amministrativo regionale del Lazio, che il 4 giugno scorso ha respinto il ricorso di alcune associazioni pro vita che si erano opposte alla contraccezione d’emergenza disponibile a tutte, aggiungendo che non si tratta di un farmaco abortivo, come ampiamente dimostrato dalla documentazione scientifica. Quindi il medicinale EllaOne – la pillola dei cinque giorni -, insieme al farmaco Norlevo – la pillola del giorno dopo -, possono continuare ad essere richiesti dalle donne senza ricetta. Dall’8 ottobre scorso Aifa ha aperto alla consegna di EllaOne senza prescrizione da parte del farmacista anche alle minorenni. A mettersi di traverso, senza particolare successo, alcune associazioni e comitati – il Centro studi Rosario Livatino, il Movimento per la Vita, la Comunità Papa Giovanni XXIII, le associazioni Medici cattolici, Pro vita e famiglia onlus e Family day – che vorrebbero reintrodurre la richiesta del medico. I dati clinici e le tesi che, secondo quanto riportato da la Repubblica, sono basate solo su opinioni e su un unico studio nemmeno tanto convincente, non hanno convinto i giudici.


Come funziona la contraccezione d’emergenza

La pillola dei 5 giorni, ma anche quella del giorno dopo, possono essere vendute al banco, senza ricetta, alle maggiorenni rispettivamente dal 2015 e dal 2016. L’anno scorso è arrivato il via libera di Aifa anche per le minorenni. Prima di quella svolta, nei tre mesi precedenti, erano state vendute 153 mila confezioni delle due pillole. Nei tre mesi successivi il dato è sceso a 137 mila, anche se è rimasta identica la quantità di EllaOne: circa 70 mila dosi. Quindi il via libera a fasce d’età più basse non avrebbe portato a un’impennata delle vendite della contraccezione d’emergenza.


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