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Il cardinale chiede il rispetto delle Sacre scritture

Fabrizio Mastrofini — 24 Ottobre 2020

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Con la sua uscita “da film”, appunto, sul diritto delle persone omosessuali a essere in una famiglia, Papa Francesco ha spiazzato tutto il mondo della comunicazione, compresa quella vaticana. Che al momento tace, in attesa di capire che strada prendere. La strada invece la conosce benissimo il cardinale tedesco Muller, ex Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Ed in una doppia intervista-fotocopia – su La Repubblica e sul Corriere della Sera, si esprime compiutamente: «Dall’inizio della Scrittura, nella Genesi, si dice che Dio ha creato l’uomo e la donna. Gesù lo ricorda ai farisei: l’uomo si unirà con sua moglie e i due saranno una sola carne.

Per questo il solo matrimonio possibile è tra uomo e donna e i rapporti sessuali sono riservati esclusivamente al matrimonio. Non vogliamo condannare le persone con tendenza omosessuale, anzi vanno accompagnate e aiutate: ma secondo le condizioni della dottrina cristiana». E aggiunge: «Anche lo Stato laico deve rispettare la legge naturale, riconoscere i diritti fondamentali degli umani». Con queste frasi si comprende meglio quali siano le difficoltà del pensiero cattolico di questi giorni, nel fronteggiare un atteggiamento aperto sul piano pastorale. Già il fondo del problema è pastorale: la dottrina resta chiara, ma quando hai a che fare con le persone le accogli, parli, spieghi, dialoghi, sapendo che il cammino di conversione è un processo lungo. Ma se condanni e basta non arrivi da nessuna parte. In fondo Papa Francesco non ha espresso un pensiero particolarmente nuovo, nel senso che in altre occasioni aveva espresso opinioni simili.

Qualche giorno fa il cardinale Ladaria, attuale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, aveva precisato, rispondendo a una domanda, che anche gli interventi dei cardinali, dei vescovi, perfino del Papa, vanno compresi nel loro contesto: un conto è un documento tipo enciclica, un altro un discorso o una omelia, altro ancora una uscita più o meno estemporanea in qualche occasione pubblica. Tutto importante, come è ovvio, ma a diverse gradazioni di Magistero. Tuttavia le frasi del Papa aprono importanti questioni. Il cardinale Muller lo fa capire. Se fosse vera la sua interpretazione, si dovrebbe magari dire che i re di Israele non erano proprio dei grandi esempi di morale matrimoniale e si destreggiavano tra concubine e uccisione di rivali. Prima di loro, tra i Patriarchi della Bibbia a volte se non potevano avere dei figli dalla moglie legittima, la volontà di Dio interveniva favorendo il congiungimento con qualche schiava, il cui figlio veniva legittimato. Insomma nella Bibbia, a ben guardare, si trova un po’ di tutto. Anche il marchio su Caino perché nessuno lo colpisca, non ha impedito all’umanità di sbizzarrirsi nelle più efferate crudeltà ed uccisioni.

E Gesù ha certamente pronunciato la frase citata dal cardinale, e il sacramento del matrimonio è basato sulla vicenda delle nozze di Cana (di cui forse conta il miracolo, non il banchetto…), però le frasi sul non dividere ciò che Dio ha unito (Matteo 5 e Marco 10) non sono quel che sembrano, a giudicare dai fiumi di inchiostro versati dagli esegeti per trovare delle spiegazioni, a volte con esiti divergenti. Poi naturalmente ci sarebbe la prassi della Chiesa primitiva, visto che da quando esiste il matrimonio esiste anche l’infedeltà e il “divorzio” e il rientro nella Chiesa.

L’idea poi che lo stato laico debba rispettare la legge naturale, è proprio l’apoteosi di una visione medievale che nega qualsiasi avanzamento in tema di diritti civili e progresso delle persone. Quale legge naturale? Quella che nella Bibbia legittimava la schiavitù? Non si sa. La questione di fondo sembra allora essere un’altra: il Papa ha espresso una posizione di apertura e di buon senso. Non ha parlato di matrimonio (in Chiesa) per le coppie omosessuali. E neppure ha avallato l’adozione di figli. Ha parlato di non discriminazione e del diritto a vivere una vita degna. Il che vale per tutti. O invece i diritti umani vanno considerati leciti solo per le persone che ci piacciono?

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