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Normalizzazione con Israele e sovranità sul Sahara Occidentale. Per il Marocco la partita è doppia, e Trump ha fatto da mediatore. Tutti i dettagli

“Un’altra svolta STORICA oggi! I nostri due GRANDI amici, Israele e il Regno del Marocco, hanno deciso di stabilire pieni rapporti diplomatici; un enorme passo avanti per la pace in Medio Oriente!”: è quanto ha scritto – con tanto di maiuscole – su Twitter il presidente americano Donald Trump, dopo aver annunciato di aver riconosciuto la sovranità del Marocco sul Sahara Occidentale. Il territorio è conteso tra Rabat e il Fronte Polisario (Fronte di Liberazione Popolare di Saguia el Hamra e del Rio de Oro), una organizzazione militante e un movimento politico che ne ha dichiarato l’indipendenza proclamando la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi.

Recentemente l’attività conflittuale tra l’esercito marocchino e i combattenti del Fronte si è riaccesa, per poi avviarsi verso una rapida de-escalation – è possibile che l’annuncio di Trump possa ri-infiammare gli scontri e creare ulteriori tensioni in un’area molto delicata? Su queste colonne, la viceministra degli Esteri italiana, Marina Sereni, aveva spiegato che vista la sensibilità della situazione regionale “non possiamo permetterci che attorno alla definizione dello status giuridico dei territori del Sahara Occidentale si creino nuove tensioni e rischi di conflitti armati”.

La mossa trumpiana appare una partita di scambio. L’amministrazione americana in scadenza sembra interessata ad accelerare i processi di inclusione di Paesi arabi e islamici nel quadro delle normalizzazioni in corso con lo stato ebraico. Il Marocco diventa così il quinto Paese – dopo Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan – ad aprire le relazioni con Israele. Rabat ha seguito la linea tracciata lo scorso agosto da Abu Dhabi che, insieme al Bahrein, ha poi firmato per primi (il 15 settembre) a Washington i cosiddetti Accordi di Abramo. Emirati Arabi, Giordania e Bahrein hanno recentemente aperto rappresentanze diplomatiche a Laayoune, città più rappresentativa del Sahara occidentale: un gesto che tende la mano alle rivendicazioni marocchine.

Il Marocco controlla e governa la maggior parte del Sahara occidentale sin dal 1975, ma ne rivendica anche il tratto dei territori desertici del sud – il motivo è che quelle terre sono ricche di fosfati e di potenziali giacimenti di idrocarburi. Nato nel 1973, il Fronte Polisario porta avanti azioni di guerriglia per chiedere l’indipendenza del Sahara occidentale, con l’Algeria che ha usato questa ricerca di autodeterminazione per portare avanti interessi geostrategici contro i vicini. Nonostante dal 1991 le Nazioni Unite siano presenti con una missione speciale, Minurso, non è mai stata trovata una soluzione stabilizzatrice.

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