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Spettacolo
Mario Giordano sbotta contro il commissario speciale per l’emergenza Domenico Arcuri; ecco cosa (non) si sono detti.
Mario Giordano assalto a Domenico Arcuri. “Noi non ci spaventiamo, risponda, non minacci”.

Tra marzo e aprile, quando l’Italia era impegnata a fronteggiare la prima ondata di Coronavirus, sembra che qualcuno si sia approfittato della grande necessità di mascherine.

Le mascherine bloccate in Cina: il caso

All’epoca, il commissario straordinario per l’emergenza Domenico Arcuri aveva stanziato una cifra pari a un miliardo e 250 milioni di euro per l’acquisto di 801 milioni di mascherine provenienti da tre fornitori cinesi.

Tuttavia, secondo quanto ha riportato la Procura di Roma, ci sono ben 72 milioni di euro di provvigioni sospette; l’ipotesi dei magistrati è quella di traffico illecito di influenze e ricettazione.

Gli indagati

Gli indagati sono quattro, ovvero Francesca Romana Chaouqui, Mario Benotti, Andrea Vincenzo Tommasi e Antonella Appulo.

La Procura sospetta ci siano altre commesse, ma ancora non si è arrivati ad una svolta.

Mario Giordano si indigna con il commissario Domenico Arcuri

Di questa vicenda non parla nessuno.

Il popolare conduttore televisivo e di inchieste, Mario Giordano, ha aperto il programma Fuori dal Coro, trattando il caso delle mascherine cinesi.


Venti milioni di euro di mascherine, pagati da voi, bloccati in Cina.

Nel programma di Rete Quattro, Giordano mostra le immagini di scatoloni imballati pieni di mascherine; i dispositivi di sicurezza sono stati acquistati dal governo italiano in Cina ma, invece di essere a disposizione dei cittadini, sono fermi negli aeroporti di Shangai e Canton.

C’è un appalto da 1 miliardo e 200 milioni, ci sono delle mascherine che arrivano dalla Cina e su questo appalto vengono pagate dagli imprenditori cinesi delle provvigioni a signori come Mario Benotti ed Andrea Tommasi che non producono mascherine.

Secondo Giordano, la situazione non è chiara e continua, a questo proposito, a definire i fatti accaduti:

La Banca d’Italia apre un’indagine su queste provvigioni. Il commissario Domenico Arcuri non è indagato, è accaduto tutto a sua insaputa.

Secondo il presentatore, la colpa sarebbe da imputare al commissario per l’emergenza Domenico Arcuri che, in collegamento e interrogato sull’accaduto, non proferisce verbo. L’atteggiamento non piace a Mario Giordano che, indignato, chiede spiegazioni:

Arcuri, noi non ci spaventiamo. Uno che fa il commissario straordinario deve rispondere alle domande, non minacci.

La faccenda non è ancora chiusa.


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