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Dopo il voto in Parlamento sulla riforma del Mes, quattro deputati 5 Stelle hanno deciso di lasciare il gruppo. Intanto sulla piattaforma Rousseau si votano le conclusioni degli Stati Generali e per eleggere il nuovo tesoriere

Il voto del 9 dicembre sulla riforma del Mes non è passato senza conseguenze. Quattro deputati del Movimento 5 Stelle, infatti, hanno annunciato di aver lasciato il gruppo del Movimento 5 Stelle perché sono stati “traditi i valori fondamentali” di M5S. Ad abbandonare sono Fabio Berardini, Carlo Ugo De Girolamo, Antonio Lombardo e Mara Lapia.

Ma non sono gli unici a non aver gradito la svolta del Movimento sul Mes, come mostra il post su Facebook di Alessio Villarosa, sottosegretario al ministero dell’Economia, che se la prende con chi, a suo dire, “ha seguito le trattative per il M5S” portando il gruppo alla scelta di ieri, ossia il voto a favore della riforma del Mes. “Sono anni – scrive Villarosa – che ripetiamo che questa riforma così com’è non va bene, nonostante ciò abbiamo appreso dalla stampa le opposte dichiarazioni dal nostro REGGENTE Capo politico”. Una stilettata a Vito Crimi, insomma, che non avrebbe saputo gestire il dialogo interno e tra le forze di maggioranza. E poi l’ultimatum.

“È chiaro – sottolinea il sottosegretario – che un cambio di visione o l’eventuale volontà futura del mio gruppo parlamentare verso l’attivazione del Mes mi indurrebbe a serie riflessioni sull’appartenenza stessa al M5S e, a quel punto, potrei davvero decidere di dimettermi (e non certo per andare al gruppo misto) restando coerente con la promessa siglata con i miei concittadini e i miei elettori”.

Intanto sulla piattaforma Rousseau è in corso la votazione sui 23 quesiti redatti dal Capo Politico sulle conclusioni del documento di sintesi degli Stati Generali. Tra i quesiti sostituzione del Capo politico con un organo collegiale, l’organizzazione territoriale con referenti sul territorio, anche privi di portavoce eletti, la previsione di luoghi di incontro sia fisici che online, così come la centralizzazione della gestione delle risorse economiche nonché un nuovo rapporto con il gestore della piattaforma Rousseau regolato da “un apposito contratto di servizio o accordo di partnership”.

La votazione sulla piattaforma Rousseau durerà due giorni (si chiuderà alle ore 12 di domani venerdì 11 dicembre). Oltre i quesiti sulle conclusione degli Stati Generali, si vota anche per eleggere il nuovo tesoriere: il nome proposto dal garante Beppe Grillo, si legge, è Claudio Cominardi, già al fianco di Luigi Di Maio durante il governo Conte I, come sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali”.

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