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M5s, deputati spaccati dopo l’assemblea. I senatori: «Il nuovo Statuto venga condiviso anche con gli iscritti»

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L’assemblea dei deputati del Movimento 5 stelle, durata fino alle 22 circa, ha lasciato spaccati gli eletti alla Camera. «Beppe Grillo ha chiamato cretino un presidente del consiglio che era sostenuto dal suo partito», avrebbe detto Riccardo Ricciardi ai suoi colleghi durante l’incontro. «Beppe ha fatto il suo show in assemblea ma non ci ha ascoltato. Beppe stai sbagliando tutto!», avrebbe aggiunto Gilda Sportiello. C’è poi chi lo ha difeso, come Davide Zanichelli: «Beppe ha fatto la cosa giusta per il motivo sbagliato, ma anche Conte ha fatto un errore dicendo che siamo nel centrosinistra mentre noi siamo post ideologici». Le spaccature erano state preannunciate nel pomeriggio dalle reazioni al post di Grillo, nel quale il garante aveva intimato al capo reggente del M5s Vito Crimi di autorizzare entro 24 ore il voto sulla piattaforma Rousseau dopo che lo stesso Crimi si era messo di traverso («Non si può fare») e aveva annunciato di stare valutando la sua permanenza nel Movimento. «Non è una delusione solo per me», aveva commentato nel pomeriggio Giuseppe Conte. «Questa svolta autarchica credo sia una mortificazione per un’intera comunità che io ho conosciuto bene e ho apprezzato, di ragazze e ragazzi, persone adulte, che hanno creduto in certi ideali. È una grande mortificazione per tutti loro», ha insistito l’ex premier in una dichiarazione rilasciata alla stampa all’uscita di casa.


L’appello all’unità di Buffagni e D’Incà

Nel clima ti tensione, Stefano Buffagni e il ministro per i Rapporti con il parlamento Federico D’Incà hanno fatto appello all’unità del Movimento per provare a «rimettere insieme le parti». «Per una volta chiediamo noi a Beppe e Giuseppe responsabilità. Vediamoci e capiamo come difendere un sogno comune», ha detto Buffagni in assemblea. «Qualsiasi cosa si deciderà dobbiamo garantire che ci sarà agibilità coordinata in vista del Quirinale. La nostra nemesi non può finire con Berlusconi al Quirinale perché divisi».


La nota di senatori:

Anche la rappresentanza M5s al Senato, notoriamente filo Conte, si è riunita in serata. Alla fine dell’incontro hanno diffuso una nota per chiedere che il nuovo Statuto venga diffuso tra iscritti e eletti in piena «trasparenza»: «L’assemblea dei senatori del M5s ritiene doveroso esprimere gratitudine per lo sforzo profuso nella redazione del nuovo statuto, che tuttavia ad oggi gli iscritti e gli eletti non conoscono ed hanno tutto il diritto di vedere ed esaminare. In un Movimento che della democrazia diretta e della trasparenza ha fatto i propri principali pilastri – continua – è indispensabile che sia condiviso con l’intera comunità 5 Stelle. Si ritiene inoltre che una sintesi e una mediazione siano ancora possibili per non disperdere l’ambizioso progetto».

I senatori avevano pubblicato un’altra nota nel pomeriggio, che di fatto invitava il capo reggente a proseguire per la sua strada contraddicendo gli “ordini” di Grillo: «A Vito Crimi esprimiamo il nostro pieno e incondizionato sostegno in questa delicata fase politica dove il suo ruolo si rivela ancora oggi imprescindibile. Da più di un anno Vito lavora incessantemente per gestire una difficile e delicata fase transitoria, coincisa peraltro con un periodo drammatico per il nostro Paese. A lui oggi rivolgiamo un accorato appello affinché vada avanti nel suo generoso sforzo verso un rinnovamento serio ed un reale rilancio del MoVimento».

Le posizioni di Patuanelli e Di Maio

E se il ministro in quota M5s delle politiche agricole alimentari e forestali Stefano Patuanelli ha rilanciato sui social la nota di sostegno a Crimi, Luigi Di Maio non si schiera. Il suo staff ha fatto sapere di «smentire tutti i retroscena, le fantasiose ricostruzioni e le presunte prese di posizione del ministro Di Maio che rimbalzano su agenzie e giornali in queste ore. Il ministro Di Maio – dicono dai suoi uffici – sta lavorando come sempre per l’unità»

Lombardi: «Stop ai diktat o mi dimetto dal Comitato di garanzia»

«Non posso prestarmi a quest’operazione di imposizione dall’alto, sono pronta a riconsiderare la mia permanenza», ha commentato Roberta Lombardi che definisce il post di Grillo «una presa in giro» e il suo metodo «padronale». «Ho sempre confidato nella capacità di dialogo e lungimiranza che anche nei momenti più bui della nostra storia ci ha sempre permesso di trovare la sintesi – ha scritto in un durissimo post su Facebook la pentastellata della prima ora -. Se stavolta non fosse possibile dovrò dare le mie dimissioni con effetto immediato da membro del Comitato di Garanzia e riconsiderare la mia permanenza nel M5s».

Lanzi: «Crimi non merita questa mortificazione, siamo con lui»

Gabriele Lanzi parla di un grosso danno di Grillo all’intero Movimento e agli italiani che hanno creduto nel progetto. «Trovo insopportabile la mortificazione di una figura come Vito Crimi – ha scritto in una nota il segretario d’aula e componente del direttivo del gruppo M5s a Palazzo Madama -. L’atteggiamento di Beppe Grillo nei suoi confronti, così come nei confronti di Giuseppe Conte, è inspiegabile. E la sua decisione d’imperio sulla votazione è totalmente dissonante rispetto alla mission storica del M5s, che ha sempre fatto del confronto e degli istituti di democrazia interna e dal basso la sua peculiarità rispetto agli altri partiti. A Beppe dobbiamo 12 anni splendidi di storia, ma in questa fase sta facendo un danno al M5s e a milioni di italiani che credono in questo progetto».

Immagine di copertina: ANSA/GIUSEPPE LAMI

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