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M5s, Crimi all’assemblea: «Rousseau tiene sotto sequestro i dati. Presto nuova piattaforma e nuovo statuto»

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Deputati, senatori, tutti riuniti per l’assemblea congiunta. Non c’è stata – a differenza di quanto in molti si aspettavano – la partecipazione del capo politico in pectore, Giuseppe Conte. Il giorno in cui l’associazione Rousseau ribadisce che non c’è alcuna intenzione di consegnare all’ex premier e al Movimento l’elenco degli iscritti, diversi grillini credevano che l’avvocato sarebbe intervenuto per sciogliere ulteriori riserve sulla ristrutturazione del Movimento. Il primo a parlare è, invece, il reggente Vito Crimi: «Giuseppe Conte proporrà all’assemblea degli iscritti del Movimento 5 stelle un nuovo statuto, per recepire anche quelle che erano le richieste degli Stati Generali. Non si tratterà di un “voto netto”, ma ci sarà un percorso assembleare per dare spazio a proposte di modifica. Poi, entro 15 giorni, ci sarà il voto degli iscritti. L’ex presidente del Consiglio non proporrà quindi la costituzione di una nuova e diversa associazione», spiega il senatore.


Riguardo l’acquisizione dei dati che detiene Rousseau, Crimi avvisa i parlamentari presenti che «il Garante della privacy ha accolto una mia istanza di accesso a documentazione in loro possesso relativa al Movimento, presentata in qualità di rappresentante legale dello stesso. La risposta è stata frutto di un’istruttoria approfondita, per la quale il Garante ha richiesto tutta la documentazione relativa al mio ruolo, confermando di fatto che a loro avviso non ci sono dubbi sulla rappresentanza legale». Il senatore sgombra anche il campo dai dubbi relativi alle dichiarazioni di Conte, con le quali sollecitava Casaleggio a consegnare i dati degli iscritti: «Conte non ha mai chiesto i dati degli iscritti, ma sono i titoli di giornali che travisano le parole. Le dichiarazioni di Giuseppe erano chiare: “al Movimento 5 stelle”».


«La nuova piattaforma è pronta»

Crimi sostiene che la questione del debito contratto dal Movimento, stimato intorno ai 450 mila euro da Rousseau, sia strumentale: «Abbiamo chiesto anche di farci votare pagando. “Quanto costa una singola votazione?”, hanno domandato i vertici dei 5 stelle a Davide Casaleggio. Ma non abbiamo ricevuto alcuna quotazione». Assodato che un accordo con l’associazione Rousseau è ormai irraggiungibile, Crimi afferma che «la nuova piattaforma di voto è pronta. Sarà in totale gestione e autonomia del Movimento 5 stelle. Avrà anche un sistema di gestione degli iscritti. Ci stiamo rivolgendo a professionisti – da qui la necessità di tempo -, perché se devi organizzare da zero una piattaforma, non puoi sbagliare l’architettura della privacy».

Il tribunale di Cagliari «è l’unico» ad aver accettato il ricorso di un espulso

Il reggente, tornando sulla questione del rappresentante legale, fa intendere che è un problema che non sussiste. «Il tribunale di Cagliari, anziché chiedere una serie di atti per verificare, ha aderito alla richiesta di una parte. Questo benedetto curatore poi – l’avvocato Demurtas -, non si è neanche attivato per conoscere la posizione del Movimento», lamenta. «So per certo che anche in altri tribunali sono state avanzate le stesse richieste portate al tribunale di Cagliari. E gli altri tribunali le hanno respinte».

Rousseau «tiene sotto sequestro i dati degli iscritti»

«L’ultimo tentativo – con Rousseau – ci sarà, ma non sarà un tentativo di conciliazione, diciamo così. Ho chiesto già da un mese e mezzo di passarci la gestione. Paghiamo noi i dipendenti che non riesci a pagare. C’è qualche commercialista che sta facendo assistenza? Lo paghiamo noi. Questo è stato proposto, fino all’ultimo». La verità, secondo Crimi, «è che c’è un soggetto che tiene sotto sequestro i dati. Ci sono gli strumenti giuridici per risolvere questa situazione, e credo che in una settimana avremo questi dati, non c’è alternativa».

I costi stimati del nuovo Movimento si aggirano intorno a un milione di euro l’anno

L’argomento che accende gli animi dei partecipanti all’incontro su Zoom è quello del ponte sullo Stretto: il sottosegretario alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ha difeso la grande opera, da sempre osteggiata dalla dal Movimento alla stregua della Tav. Ma tutte le discussioni sono rimandate all’assemblea convocata per domani – 11 maggio – alla quale parteciperà lo stesso Cancelleri. Un’altra notizia accolta con scetticismo da alcuni parlamentari, infine, è quella relativa alla sostenibilità economica del progetto contiano. «Il nuovo Movimento avrà dei costi fissi stimati per un milione di euro l’anno», afferma il tecnico che sta gestendo il lato economico della riorganizzazione. Inclusi nella stima ci sono l’affitto della sede fisica a Roma e le spese per l’assunzione del personale della segreteria. Alessandro Amitrano, in chat, commenta: «Ma se i costi a regime sono di un milione l’anno, come si procederà al 2023 (sperando) con oltre la metà dei parlamentari?». Alle 22.20, dopo un’ora e mezzo di incontro, la videoassemblea su Zoom si è conclusa.

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