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L’ultimo saluto a Gino Strada: 3 mila persone alla camera ardente. Sala: «Straordinario, guardava sempre avanti»

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Mazzi di fiori e messaggi d’affetto sul cancello d’ingresso di ‘Casa Emergency’ e nel prato antistante alla camera ardente per Gino Stada, dove oggi circa 3 mila persone, molte delle quali rimaste in coda sotto il sole fin dalle prime ore del pomeriggio, hanno reso omaggio al fondatore di Emergency mancato il 13 agosto. Le ceneri del medico milanese sono state portate nella camera ardente allestita nella sede milanese dell’associazione umanitaria, in zona Ticinese. In fila, insieme ai sostenitori, ai volontari e ai tanti cittadini che hanno voluto portare l’ultimo saluto, anche molte personalità del mondo istituzionale (tra i quali il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il questore Giuseppe Petronzi), della società civile (come il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini e il fondatore di Libera don Luigi Ciotti), dello sport (l’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti) e dello spettacolo, come il conduttore Rai Flavio Insinna.


Una folla di persone aspetta l’apertura della camera ardente di Gino Strada nel pomeriggio di domenica 21 agosto, Milano. ANSA / MATTEO CORNER

Tra i primi a portare l’ultimo saluto a Gino Strada, il sindaco di Milano Giuseppe Sala: «Di Gino apprezzavo quello che ha fatto, ma secondo me aveva una caratteristica particolare: non parlava mai al passato, non sentiva mai il bisogno di dire ‘ho fatto’, ‘ho detto’, ma guardava sempre avanti, guardava al futuro e in questo era veramente straordinario e unico». Nel frattempo è arrivata a 50 mila firme la petizione online su Change.Org per dedicargli piazzale Cadorna a Milano, mentre è partita sui social anche la proposta di intitolargli l’ospedale Maggiore di Crema. A Pesaro invece il sindaco Matteo Ricci proporrà in giunta di intitolare un edificio socio-sanitario o una via della città al chirurgo fondatore di Emergency. Il sindaco Sala ha detto che «sarà importante dedicargli qualcosa che rimanga, un momento di ricordo, anche allegro, vivo, come avrebbe voluto lui, ma ci penseremo a valle di questa giornata», spiegando di aver già parlato dell’argomento anche con i famigliari di Strada e con i dirigenti di Emergency.


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