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Il ministro Speranza firma l’ordinanza

Giovanni Pisano — 11 Dicembre 2020

Lombardia, Piemonte, Basilicata e Calabria in zona gialla, polemica Abruzzo: sarà arancione

Da domenica 13 dicembre Basilicata, Calabria, Lombardia e Piemonte passeranno da zona arancione a zona gialla. L’ordinanza è stata firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza dopo l’esito dei dati della Cabina di Regia riunitasi oggi. Disposta l’area arancione per la regione Abruzzo. Per il ritorno in zona gialla di Campania e Toscana bisognerà aspettare ancora qualche giorno. La cabina di regia potrebbe anticipare la decisione e non aspettare, come di consueto, un’altra settimana.

LA POLEMICA  – “La pervicace azione del governo produce come risultato l’insensato e schizofrenico ritorno in zona rossa, per un giorno, di una regione che da due settimane mostra valori stabilmente arancioni, ormai persino tendenti al giallo. Dopo che il Tar ha negato per due giorni l’esistenza di un “pericolo” così grave da giustificare un provvedimento d’urgenza, era chiaro che oggi il governo avrebbe potuto provocare solo il risultato di vedere una regione cambiare colore tre volte in tre giorni. Incuranti delle conseguenze pratiche nella vita delle persone, pur di poter esibire lo scalpo del reprobo Abruzzo”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, dopo la decisione del Tar dell’Aquila “Mi sento con la coscienza a posto: ho tutelato la salute dei cittadini adottando senza indugio le misure restrittive necessarie, e ho agito di conseguenza quando i dati mostrano un numero di guariti doppio o triplo dei nuovi contagiati da una settimana, tenendo conto della tenuta economica del territorio. A un atteggiamento pragmatico e aderente alla realtà dei fatti, il governo preferisce una rigida e tetragona applicazione burocratica delle norme. Rifiutandosi, come ha fatto sin dal 2 dicembre scorso, di applicare un potere di deroga che è previsto dalle norme stesse, senza dare nessuna spiegazione di questo rifiuto”.

VALLE D’AOSTA – La Valle d’Aosta gioca d’anticipo e inizia a portarsi avanti con le prime aperture di attività commerciali, bar, ristoranti e impianti di sci prima del via libera del ministero e il passaggio ufficiale a zona gialla, atteso il 20 dicembre.Entra infatti in vigore da sabato 12 dicembre l’ordinanza del presidente della Regione Erik Lavevaz in attuazione della legge regionale approvata la scorsa settimana e ribattezzata ‘anti dpcm’ proprio per le aperture concesse in deroga alla decisione del governo grazie ai poteri dello Statuto Speciale.”Abbiamo fatto questo passaggio della legge regionale seguendo dati scientifici, c’è solo una differente interpretazione sui 14 giorni”, ha precisato Lavevaz in conferenza stampa rivendicando la responsabilità di una scelta legata alle esigenze del territorio che ha cambiato – e in fretta – la curva epidemiologica. “Noi abbiamo dati da zona gialla ma siamo ancora chiusi, mentre il Veneto che ha dati peggiori, è in zona gialla, così come la Lombardia che si appresta a diventarla da domenica”, ha ricordato il presidente.”La legge – precisa ancora Lavevaz – vuole essere una cornice normativa che permette di fare ragionamenti sulle riaperture senza dover tirare le maglie ai riferimenti al dpcm. Partendo dal fatto che abbiamo dati da zona gialla da settimane abbiamo aperto le maglie il più possibile secondo quanto ci permettono i dati sanitari in modo da avvicinarsi il più possibile a quanto PREVISTO dal dpcm”, ha spiegato, precisando che la legge “è calata sulla realtà valdostana”.Da domani saranno così permesse le passeggiate con le ciaspole su tutto il territorio regionale, così come la caccia a cervo e cinghiale, mentre saranno riaperte le sci da fondo per gli amatori e alcuni impianti di risalita per gli atleti. Via libera anche allo sci d’alpinismo ma solo con le guide.Mercoledì 16 dicembre toccherà a ristoranti e bar che potranno riaprire, seguendo regole e orari del dpcm per le zone gialle. In più, ha annunciato Lavevaz, partirà uno screening con tamponi per tutti gli operatori in modo da avere una fotografia della situazione pre-apertura.Per le scuole è tutto rimandato al 7 gennaio, ma, precisa ancora Lavevaz, la situazione è sempre in divenire: “Ci prendiamo la responsabilità di organizzarci per l’emergenza, ma la responsabilità deve essere condivisa con tutta la popolazione. Voglio essere chiaro: come sono state veloci le aperture, così lo saranno anche le chiusure se non più veloci”.

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