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Lo striscione dei tifosi della Lazio contro Hysaj: «Verme, la Lazio è fascista»

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Dopo il video in cui cantava “Bella Ciao” è arrivata la risposta dei tifosi della Lazio ad Elsejd Hysaj. Uno striscione esposto sul ponte di Corso Francia lo chiama direttamente in causa: «Hysaj verme, la Lazio è fascista». Lo striscione è firmato dagli Ultras della Lazio. Hysaj aveva cantato durante una cena in ritiro la canzone dei partigiani, che conosceva, secondo alcune spiegazioni poi trapelate sul web, a causa della sua passione per la serie tv “La casa di carta”. La reazione dei tifosi della Lazio, dopo la pubblicazione del video girato dal compagno di squadra Luis Alberto, era stata piuttosto netta: «Magari si spacca tutto» aveva scritto qualcuno. «Se cantavi l’inno della Roma era meglio» aveva aggiunto un altro. Altri si chiedevano se il malcapitato Hysaj fosse stato informato che la tifoseria biancoceleste sia spesso associata all’estrema destra: «Ma lo sa di non essere a Livorno?». Il filmato era stato successivamente rimosso. Un gruppo di tifosi aveva anche cercato un confronto con il calciatore nel ritiro dei biancocelesti ad Auronzo di Cadore.


Dopo le polemiche ieri era intervenuta anche la società con una nota: «È compito della Società tutelare un proprio tesserato e sottrarlo a strumentalizzazioni personali e politiche che certamente in questo caso nulla hanno a che vedere con il contesto informale ed amichevole in cui si è svolto l’episodio. Il ritiro della squadra deve proseguire nel massimo impegno sportivo e nel clima di serenità che si è respirato fino ad oggi». Poi aveva parlato all’AdnKronos anche Franchino alias Franco Costantino, storico capo dei tifosi della Lazio: «Storicamente la nostra è una tifoseria di estrema destra, e questo lo dichiaro anche con orgoglio. Quel ‘Bella Ciao’ cantato con la maglia della Lazio è una cosa fuori dal mondo. Hysaj ha sbagliato, non ci sono scusanti. Non credo alla favola che poteva non sapere il senso di quella canzone. E’ straniero ma ci siamo informati, il padre era un operaio vissuto qui e lui qui è cresciuto. Chiunque viva in Italia non può ignorare il peso di una canzone politicizzata qual è Bella Ciao».


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