Lo Stato non paga i poveri , ma paga gli amici ed i ricchi.

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Arcuri e i suoi superstipendi: interviene la Guardia di Finanza nella sede di Invitalia.

Nella sede romana di Invitalia è arrivata la Guardia di Finanza. Il motivo? Acquisire documenti sui super stipendi di Domenico Arcuri, attuale commissario straordinario per l’emergenza Covid. A darne notizia è Nello Trocchia con un approfondito articolo pubblicato su Domani. Arcuri, nonostante il delicato incarico che gli ha affidato Conte, è ancora anche amministratore delegato di Invitalia, società del Ministero dell’Economia. Arcuri ricopre tale carica dal 2007 e oggi la Corte dei Conti del Lazio vuole fare chiarezza sull’ammontare degli stipendi percepiti in questi anni dal manager.

Secondo le norme che fissano un tetto agli stipendi dei manager pubblici, Invitalia avrebbe dovuto adeguare il compenso di Arcuri a 192 mila euro. Al contrario, in base a quello che riporta Domani, Arcuri avrebbe percepito 764mila euro nel 2013, 617mila nel 2014 e avrebbe superato il tetto dei 192mila euro anche nel 2015, 2016 e 2017. Arcuri ha offerto la sua totale collaborazione alla Corte dei Conti per fare chiarezza sull’intera vicenda. Scrive Nello Trocchia: “A fine settembre, il 29 per l’esattezza, mentre Domenico Arcuri tesseva le lodi del nostro paese nel contrastare il virus e, implicitamente, le sue come commissario all’emergenza, a Invitalia arrivava la Guardia di finanza”.

“Noi tutti siamo più bravi degli altri a gestire la tragedia”, diceva il commissario. Nel frattempo i militari entravano nella sede della società per acquisire documenti e materiale su delega della procura della Corte dei conti del Lazio, in una vicenda che riguarda proprio Arcuri. Gli accertamenti, avviati nel 2016, riguardano un possibile danno erariale. Ma la svolta è arrivata lo scorso luglio quando i finanzieri hanno notificato ad Arcuri un atto di costituzione in mora per interrompere gli effetti della prescrizione che incombeva sul fascicolo”.

“Secondo la ricostruzione della Corte dei conti, da manager di Invitalia, Arcuri e gli altri membri del consiglio di amministrazione avrebbero per alcuni anni percepito stipendi più alti di quelli stabiliti dalla legge che ne aveva disposto la riduzione. La cifra non è stata restituita, il commissario ha ricevuto 1.467.200 euro in più rispetto ai limiti di legge”. Nel 2014 Arcuri a Repubblica spiegava che guadagnava “300mila euro. Se non avessi ritenuto giusto il taglio al mio stipendio me ne sarei andato”…

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