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L’India travolta dalla Covid-19: il più grande produttore di vaccini al mondo sta esaurendo le scorte

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L’India, che produce oltre il 60% dei vaccini contro il Coronavirus, ed è quindi il più grande produttore al mondo, sta finendo le scorte. Dosi prosciugate e una seconda ondata di contagi, iniziata a marzo, che sembra essere più feroce della prima. Nell’ultima giornata il Paese ha registrato 261.500 nuovi casi – la cifra più alta fino ad ora, secondo i dati del Ministero della Salute indiano. L’India ha aggiunto un milione di nuovi casi in meno di una settimana, superando i 14 milioni di casi totali giovedì. Proprio a causa dell’impennata della curva epidemiologica, gli Stati e le città stanno imponendo nuove restrizioni, tra cui il coprifuoco notturno. Come spiega la Cnn, i lavoratori migranti stanno lasciando le principali città in massa per i loro villaggi d’origine, temendo il blocco degli spostamenti.


L’India ha fornito finora 28 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca

Sono almeno cinque gli Stati che hanno segnalato gravi carenze nell’approvvigionamento di vaccini e hanno esortato il governo federale ad agire. La sua vasta capacità di produzione è il motivo per cui il paese ha firmato come uno dei principali protagonisti di CoVax, l’iniziativa globale di condivisione dei vaccini che fornisce dosi scontate o gratuite per i paesi a basso reddito. In base agli accordi iniziali, il Serum Institute of India (SII) avrebbe dovuto produrre circa 200 milioni di dosi per 92 paesi.

Ma adesso, «le consegne di dosi dal Serum Institute of India saranno ritardate», ha detto Covax, che è gestito dall’organizzazione internazionale per i vaccini Gavi e l’Organizzazione mondiale della sanità, in un comunicato stampa il 25 marzo. «I ritardi nell’assicurare le forniture di dosi di vaccino Covid-19 prodotto da SII sono dovuti alla maggiore domanda di vaccini Covid-19 in India». Il blocco dell’export adesso coinvolgerebbe tutti i Paesi, dal Regno Unito al Brasile. L’India aveva fornito finora 28 milioni di dosi del vaccino AstraZeneca. Per marzo ne avrebbe fornite altre 40 milioni, e 50 milioni ad aprile. Il completamento delle forniture, però, è stato messo «in discussione».

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