La Spagna dichiara lo stato di emergenza per il Coronavirus: coprifuoco dalle 23 alle 6

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L’allarme globale

Redazione — 25 Ottobre 2020

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Schiacciata sotto il peso della seconda ondata della pandemia, la Spagna dichiara un nuovo stato d’allarme per tutto il territorio nazionale, che potrà durare sino al 9 maggio. Da questa notte entra in vigore il coprifuoco tra le 23 e le 6, nella speranza di frenare la diffusione del coronavirus ed evitare il pericoloso sovraccarico di ospedali e terapie intensive vissuto in primavera. Il premier Pedro Sanchez ha parlato in tv, annunciando che andrà in Parlamento in settimana: “La realtà è che Europa e Spagna sono immerse in una seconda ondata”, “la situazione è estrema“. I governatori delle 17 regioni e due città autonome avranno l’autorità di modificare gli orari del coprifuoco, chiudere i confini regionali, limitare i raduni, ha spiegato Sanchez. La misura varrà sino a maggio, ha detto ancora, ma se possibile sarà revocata prima.

La Spagna segue sul coprifuoco l’esempio della vicina Francia, dove il governo l’ha deciso in orario 21-6 nelle grandi città e in ampie zone. Lo scopo è fermare la vita notturna e le feste, tra i principali motivi della nuova ondata. Lo stato d’allarme non è restrittivo quanto quello ordinato a marzo e durato sei settimane. “Non c’è confinamento in casa ora, ma più vi resteremo, più saremo al sicuro. Chiunque di noi sa che cosa bisogna fare”, ha riassunto Sanchez, facendo appello al buon senso. Le autorità non vogliono un nuovo lockdown totale, che sarebbe una nuova scure sull’economia. E hanno risposto con questa misura all’appello di vari leader regionali, che ora potranno agire più velocemente.

La Spagna è stata il primo Paese europeo a superare il milione di contagi confermati di coronavirus, numero che Sanchez ha però detto essere una sottostima: la realtà è di almeno 3 milioni, a causa di mancanza di test e altri fattori. In 24 ore, il Paese ha contato oltre 20mila nuove infezioni e 231 morti, portando il bilancio dei decessi a oltre 34.700. Anche in questo caso, una sottostima.

In Europa, secondo l’Oms, è stata registrata quasi la metà dei nuovi casi mondiali delle ultime 24 ore, mentre la lista dei leader contagiati nel frattempo si allunga: il premier bulgaro Boyko Borisov ha informato di essere positivo con sintomi lievi. In Svizzera, invece, a Ginevra è stato diffuso un appello al rientro al lavoro di volontari con formazione medica e personale sanitario di recente andato in pensione, dopo che nei giorni scorsi aveva fatto discutere la scelta di negare la rianimazione alle persone anziane, in caso di sovraffollamento dei reparti.

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