La Lombardia chiede il coprifuoco dalle 23 alle 5: c’è l’ok di Speranza

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La misura, voluta da regione e sindaci parte da giovedì

Rossella Grasso — 19 Ottobre 2020

A waiter closes a bar terrace in Paris, Saturday, Oct. 17, 2020. French restaurants, cinemas and theaters are trying to figure out how to survive a new curfew aimed at stemming the flow of record new coronavirus infections. The monthlong curfew came into effect Friday at midnight, and France is deploying 12,000 extra police to enforce it. (AP Photo/Lewis Joly)” title=”A waiter closes a bar terrace in Paris, Saturday, Oct. 17, 2020. French restaurants, cinemas and theaters are trying to figure out how to survive a new curfew aimed at stemming the flow of record new coronavirus infections. The monthlong curfew came into effect Friday at midnight, and France is deploying 12,000 extra police to enforce it. (AP Photo/Lewis Joly)” width=”900″>
A waiter closes a bar terrace in Paris, Saturday, Oct. 17, 2020. French restaurants, cinemas and theaters are trying to figure out how to survive a new curfew aimed at stemming the flow of record new coronavirus infections. The monthlong curfew came into effect Friday at midnight, and France is deploying 12,000 extra police to enforce it. (AP Photo/Lewis Joly)

Preoccupa la situazione dei contagi in Lombardia, tanto da aver chiesto al governo la possibilità di imporre il coprifuoco sul proprio territorio a partire da giovedì prossimo. “Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia. Ho sentito il Presidente Fontana e il sindaco Sala e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore”. È’ quanto ha dichiarato all’Ansa il ministro della Salute Roberto Speranza. La Lombardia è la regione più colpita in Italia dal coronavirus: a preoccupare sono soprattutto le terapie intensive sovraffollate e i 600 ricoveri previsti a fine mese.

Dunque da giovedì ci sarà lo stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi ‘eccezionali’ (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell’intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino a partire da giovedì 22 ottobre. La proposta è partita, all’unanimità, dai sindaci di tutti i Comuni capoluogo della Lombardia, il presidente dell’Anci, Mauro Guerra, i capigruppo di maggioranza e di opposizione e il governatore Attilio Fontana, preso atto di quanto rappresentato dal Comitato Tecnico Scientifico lombardo.

La proposta – si legge in una nota – nasce dalla rapida evoluzione della curva epidemiologica e dalla previsione della ‘Commissione indicatori’ istituita dalla DG Welfare, secondo cui, al 31 ottobre, potrebbero esserci circa 600 ricoverati in terapia intensiva e fino a 4mila in terapia non intensiva.

Sindaci e Regione Lombardia, che si sono incontrati per un vertice sull’emergenza coronavirus, hanno condiviso anche “l’opportunità della chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale, tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità”.

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