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È uno dei reati previsti dalla legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino. Accusato di aver concesso interviste a giornali stranieri e invocato sanzioni contro le autorità cittadine. Il magnate pro-democrazia è già in prigione per un’accusa di frode.

Hong Kong (AsiaNews/Agenzie) – Il magnate pro-democrazia Jimmy Lai sarà processato per “collusione” con forze straniere, reato previsto dalla legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino. La polizia lo ha dichiarato oggi, aggiungendo che il 73enne proprietario del quotidiano Apple Daily – voce critica della leadership cittadina e di Pechino – comparirà domani davanti al giudice: egli rischia l’ergastolo.

Per amici e collaboratori, il governo locale e quello cinese vogliono ridurre Lai al silenzio. Egli è il quarto cittadino di Hong Kong a essere accusato in modo formale secondo il draconiano provvedimento, approvato lo scorso 30 giugno. Esso punisce i reati di secessione, sovversione, terrorismo e collaborazione con forze straniere. Pechino l’ha imposto per soffocare le proteste del movimento pro-democrazia. Più di 30 persone sono state arrestate in applicazione della legge.

Il tycoon è già in prigione con l’accusa di frode. Egli avrebbe affittato in modo improprio alcuni uffici della Next Digital, la società editrice dell’Apple Daily. Per i contatti che ha all’estero, cosa che potrebbe favorire la sua fuga, il giudice Victor So Wai-tak gli ha negato di recente la libertà su cauzione.

Secondo quanto riportato, la procura ha formulato l’imputazione di collusione per le interviste che Lai ha concesso a pubblicazioni straniere. Nel mirino vi è anche la sua richiesta ai governi stranieri di sanzionare le autorità di Hong Kong per le loro azioni contro il fronte democratico.

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