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Il presidente Usa Trump plaude alla “storica” firma nel quadro degli “Accordi di Abramo”. Soddisfazione anche dal premier israeliano Netanyahu, che preme per “rapporti e voli diretti”. Passo “importante” anche per il presidente egiziano al-Sisi. Dura condanna di Hamas. La Casa Bianca concede il riconoscimento della sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Sotto l’egida degli Stati Uniti nel piano di pace per il Medio oriente meglio noto come “Accordi di Abramo”, ieri il Marocco e Israele hanno raggiunto un accordo per la normalizzazione delle relazioni diplomatiche. Per il presidente uscente Usa Donald Trump si tratta, anche in questo caso come per Emirati Arabi Uniti (Eau) e Bahrain di una firma “storica”. In cambio, la Casa Bianca ha concesso il riconoscimento della sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale, conteso con il Fronte Polisario. 

Annunciando la notizia su Twitter, mezzo usato in questi anni per comunicazioni istituzionali, Trump ha sottolineato che “i nostri due GRANDI [in maiuscolo nel testo, ndr] amici, Israele e regno del Marocco, hanno accettato di normalizzare completamente le relazioni diplomatiche”. Il presidente ha aggiunto che si tratta di “un grande passo in avanti per la pace in Medio oriente”. 

Di accordo “storico” parla anche il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che rilancia la notizia mentre il Paese si prepara a celebrare la festa “delle luci” di Chanukkah. Ora la parola passa alla diplomazia per l’instaurazione di “rapporti e voli diretti fra i due Paesi”. 

Il Marocco è dunque il quinto Paese arabo dopo Egitto, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Sudan a normalizzare le relazioni con Israele. Una decisione criticata con forza dal movimento estremista palestinese Hamas, che controlla la Striscia di Gaza, secondo cui questa scelta rappresenta un “peccato politico” che non serve alla “causa palestinese e incoraggia l’occupazione […] e continuare a negare i diritti del nostro popolo”. Diverso il tenore della nota del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, secondo il quale la normalizzazione dei rapporti è un “passo importante” per l’intera regione in un’ottica di “stabilità e cooperazione”. 

Nel confermare la notizia, il re marocchino Mohammad VI ha voluto rassicurare il presidente palestinese Mahmoud Abbas di un rinnovato sostegno al suo popolo e ai suoi leader. Il sovrano, si legge in una dichiarazione ufficiale, promette la continuazione “dell’impegno permanente e sostenuto del Marocco per la giusta causa palestinese”. Egli presiede il “Comitato al-Qods” [Gerusalemme in arabo], fondato dall’Organizzazione della cooperazione islamica per la conservazione del patrimonio religioso, culturale e urbanistico della città santa. 

Al contempo Mohammad VI ha espresso grande soddisfazione per una “presa di posizione storica” degli Stati Uniti, che hanno riconosciuto il controllo di Rabat sul Sahara Occidentale. Il Marocco ha esteso il dominio sull’80% dei 266mila metri quadri che compongono l’area, proponendo una autonomia locale sotto la propria sovranità. Il Fronte Polisario reclama da anni un referendum per l’autodeterminazione, previsto dall’accordo sul cessate il fuoco del 1991 dopo 16 anni di guerra. Tuttavia, i negoziati che coinvolgono Rabat, Fronte Polisario, Algeria e Mauritania sono a un punto morto dal marzo 2019.

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