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La sfida a Conte e al governo

Paolo Guzzanti — 11 Dicembre 2020

In Italia c’è un leader vero: è Matteo Renzi e deve mandare a casa questi cialtroni

Toh, chi si vede. Un leader che ha ritrovato la voce da leader guardando in faccia questo governo e sfidandolo in modo tale, mercoledì in Senato, da poter soltanto vincere o perdere. Non si danno (non si dovrebbero, non si debbono dare) mezze misure. La sfida in cui uno vince e l’altro perde, è oggi il valore aggiunto. Non è stata cosa da poco: Renzi ha non solo sfidato il governo ma gli ha contestato il potere corruttore dei suoi agenti d’influenza – i quali si lavorano i direttori di giornali e telegiornali diffondendo un’aria irrespirabile di regime.

Altro che liberali: questi – se le condizioni storiche lo permettessero – sono stalinisti, perché è tipico dello stalinismo manipolare, togliere dalla ribalta e trasferire alla Lubianka (prigione con annessi servizi di sterminio virtuale) chi non si allinea, chi non canta il rosario governativo e non professa – come i Cinque Stelle che ce l’hanno per loro statuto – disprezzo per il Parlamento. Ciò che lei ha denunciato mercoledì in Senato – e che non era stato ancora denunciato come azione golpista – è di una gravità inaudita nella storia della Repubblica: Renzi ha detto che alle due del mattino i parlamentari ricevono una email certificata contenente un malloppo di 130 pagine con l’ordine di trasformarle subito in emendamento ficcandoci anche i servizi segreti, di cui questo governo si sta appropriando come mai era accaduto prima, neanche ai tempi del preteso Golpe del 1964.

Avete presente Giulio Cesare e il Rubicone? La gestione dei servizi segreti è il Rubicone costituzionale, il confine oltre il quale non si possono introdurre armi_ i servizi segreti sono corpi armati dello Stato, sottoposti a speciale controllo e vigilanza proprio per la loro delicatezza e vulnerabilità. Esiste una commissione speciale di controllo parlamentare che si chiama Copasir in cui portare qualsiasi discussione riservata. Renzi ha rivelato che la Commissione di controllo è stata aggirata e che le armi sono state portate contro la Repubblica. Ciò pone un tema incalzante: vincerà o no l’uomo che ha sfidato l’apparato, quello che anche in Italia costituisce ormai – e si vede bene – il “deep State”, il ventre profondo e segreto di una élite al comando senza controllo. Poiché siamo ammalati di aneddotica, vogliamo dire che il discorso di Renzi al Senato ci fa venire in mente un condottiero francese dell’esercito di Francesco I, Monsieur de La Cabane, che morì all’assedio di Pavia. La Cabane era più noto come conte di Lapalisse.

È per causa sua che usiamo l’aggettivo “lapalissiano”. Lapalisse, da vivo non disse nulla di lapalissiano. Ma quando morì, i suoi soldati intonarono un canto funebre che diceva: Monsieur de La Cabane est mort, mort devant Pavie, mais s’il n’était pas mort, fairait encore envie”. E cioè dicevano che se non fosse morto, farebbe ancora paura.. Ma per uno scambio ortografico fra le lettere “f” ed “s”, il lamento funebre diventò il manifesto lapalissiano: è morto, ma se non fosse morto, sarebbe vivo (è lapalissiano). Ci chiediamo: quale dei due Lapalisse sarà Matteo Renzi? Quello dell’ovvietà o quello che incuteva ancora apprensione ai nemici?

Per ora Renzi ha segnato un punto: ha sfidato il governo (di cui però fa anche parte) e ha messo sul tavolo un valore inconsueto che somiglia alla dignità: «Dovete smetterla di far dire ai direttori dei giornali che noi chiediamo qualche posto in più. Ne abbiamo tre di posti, due ministri e un sottosegretario e potete benissimo riprenderveli». Non sono parole banali, né minacce vuote. L’aut-aut è una apertura, come si dice negli scacchi. È aggressiva e va sostenuta da cavalli, torri e regina e deve andare avanti a spada dritta. Lo farà?

Il nostro Renzi è una sorta di Tony Blair dell’Arno. Autentiche lacrime di rabbia e dolore e compassione. Avete mai sentito rompersi la voce dei quattro gaglioffi che in Italia sono causa del valore aggiunto della pandemia naturale? Non è forse vero che abbiamo sofferto forse 20mila morti in più -ma fossero pure cinquanta – alla roulette della convenienza di questi mostri al potere? Questo governo è altamente tossico per la salute. È letale. E sleale. E purtroppo si è anche arruffianato mezzo giornalismo – in video e non – che si azzuffa per leccare oltre il colon. È una vecchia malattia che ci rende fragili e che si manifesta oggi in mille gradazioni di merda. Si va dal partito di quei cronisti le cui carriere sono promosse da alcuni magistrati e prosperano irrilevanti e ben pagati.

Veri sicofanti a libro paga, gente che ha dato a bere agli italiani che esiste la Scienza Esatta del Virus, quando invece la scienza di Bacone, Galileo e anche di Einstein va avanti soltanto per tentativi, errori e correzione. Renzi è stato chiaro, è stato “challenging” cioè ha preso in pubblico l’atteggiamento di chi sfida, pronto a passare all’azione. Ma lo farà? Noi speriamo che vada avanti fino a far cadere questo governo legittimo ma non legittimato e che imponga elezioni anticipate con tutto il Covid. L’ha appena fatto l’America con il più alto tasso di partecipazione elettorale della sua storia, possiamo farlo anche noi. Dobbiamo mandare questa gente a casa e alcuni di loro vanno segnalati per centinaia, forse migliaia, forse decine di migliaia di casi sospetti: dall’omicidio premeditato e colposo all’omissione di soccorso, dall’occultamento di cadavere al vilipendio della dignità e della vita. Renzi, ci faccia caso. Ogni notiziario comincia col numero dei contagiati. Chi se ne frega del numero dei contagiati, che è un numero casuale, artificiale e politico.

Non ti dicono per prima cosa quanti sono morti. Ormai abbiamo tutti dei morti o dei malati per cui abbiamo trepidato e purtroppo anche pianto: l’Italia è agli ultimissimi posti per capacità di risposta governativa e non ai primi come questi cialtroni pretendono di imporre che si dica, con un tasso di letalità nazionale che è terzo dopo Iran e Messico e in cui si pratica il sacrificio rituale di centinaia di medici mandati a morire, come decine di migliaia di esercenti mandati a crepare di miseria, senza soldi e senza speranze, cannoneggiati da comunicati confusi e contraddittori, sgrammaticati e tecnicamente sbagliati. Io spero di vivere abbastanza da vedere tutti costoro rispondere di ciò che hanno fatto a tutti noi. Ma Renzi – che è uomo d’onore – ieri ha battuto il pugno a proposito dei milioni del Recovery, la grande occasione, la corsa dell’oro buono, il miraggio che non tornerà più. Giusto: quello è l’obiettivo contestuale della politica, oltre al colpo di reni in difesa della democrazia abrogata e messa in vitro, o chiusa in qualche hard disk. Abbiamo apprezzato il gioco di prestigio con cui Renzi ha recitato un calcolo per tabelline fino all’ammontare del fondo per la Sanità che il governo non vuole usare per tener tranquilli quelli del Mes ideologico come M5S, Salvini e Meloni.

Ieri dal Riformista abbiamo rivolto un accorato appello a Berlusconi per dirgli che comprendiamo benissimo i passaggi e le ritualità e le opportunità della politica, anche per non farlo sentire solo in quella compagnia di matti in cui si ritrova. Oggi rivolgiamo lo stesso appello a Renzi perché anche lui nel suo piccolo (un grande piccolo) rappresenta l’Italia anche liberale, peccato che abbia mandato in acido l’accordo al Nazareno quando si poteva ancora tirar su il ponte levatoio prima che entrassero i lanzichenecchi e la loro peste. Vorremmo dirgli: lei ieri ha dato il segnale di chi azzera: ha sfidato l’avversario il quale dovrà piegarsi oppure sa che andrà in crisi. Non stava scherzando, vero? Noi ne siamo sicuri, perché ci fidiamo del tono, delle parole e della logica.

Ma adesso il dado è tratto, e la bandiera di combattimento ci sembra di vederla sul pennone. Non è che poi ci facciamo imbavagliare da quella stronzata che fanno passare per senso di irresponsabilità? Quando lei entrò al governo, lo fece – disse – per salvare l’Italia. Oggi si salva l’Italia uscendo dal governo. Mandandolo sotto. Mandandolo via. Proprio in nome della responsabilità: contro le commissioni delle teste di cavolo, contro i super commissari belanti, le vaghezze ignoranti, le figure barbine in Europa e nel mondo. Questo governo nuoce gravemente alla salute e alla Costituzione.

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