In aula solo su prenotazione, penalisti sul piede di guerra: sistemi informatici e orarie non funzionano

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La polemica

Viviana Lanza — 21 Novembre 2020

In aula solo su prenotazione, penalisti sul piede di guerra: sistemi informatici e orarie non funzionano

Non ci stanno a essere considerati il capro espiatorio. Che si tratti di criticità organizzative o strutturali, gli avvocati si sentono i più penalizzati in questa situazione di emergenza. E il provvedimento deciso dai vertici degli uffici giudiziari napoletani, in base al quale da martedì prossimo in Tribunale e in Procura si potrà accedere solo dopo aver preventivamente inviato una mail a un indirizzo dedicato, crea un nuovo strappo.

«I processi che si trattano non vanno oltre la costituzione delle parti per le comprensibili defezioni di testi, consulenti e così via. La principale causa degli assembramenti è il mancato rispetto dell’orario di udienza, in una con il fallimento delle fasce di udienza e più generalmente dei cosiddetti tavoli tecnici che spesso non trovano compiuta applicazione. E su tutto, quello che fa stridere con la logica e con un senso di realtà tale provvedimento è la condizione del sistema digitale che viene presentato come risolutivo di ogni criticità del sistema giudiziario. I vari canali di comunicazione digitale recentemente attivati spesso vanno in default, la loro progettazione è imperniata sulle esigenze del personale amministrativo e non anche su quelle degli avvocati. E le cancellerie non sono in grado, per inadeguatezza dei sistemi informatici o carenze organizzative, di fornire puntuali e esaustive risposte».

In un documento stilato dai penalisti Gaetano Balice, Alessandra Cangiano, Francesco Benetello, Raffaele Miele, Laura Angiulli, Alfonso Tatarano, Rosario Marino, Raffaele Monaco, Giuseppe Scarpa e sottoscritto da molti colleghi, gli avvocati si dicono contrari alle nuove disposizioni dei vertici della Corte d’Appello e ne chiedono la revoca. «La misura è colma», tuonano. «Il provvedimento appare tardivo e ultroneo, nonché eccessivamente gravoso in particolare per gli avvocati. Non è certo garantendo una par condicio tra gli obbligati che si salva la credibilità di un provvedimento», aggiungono a proposito del fatto che le nuove disposizioni valgono anche per magistrati e forze dell’ordine.

«Gli unici provvedimenti utili in questo momento sono quelli che dovranno richiamare i magistrati al rigoroso rispetto delle disposizioni che attengono allo svolgimento delle udienze», scrivono puntando l’attenzione sulle contraddizioni vissute nel quotidiano. Ma le polemiche sono anche interne all’avvocatura stessa, perché alla riunione che ha preceduto la stesura delle nuove regole hanno partecipato anche rappresentanti di Camera penale e Ordine degli avvocati. Torna così a infiammarsi il dibattito sulla giustizia a Napoli. «La risoluzione dei problemi – sostengono i penalisti criticando le nuove disposizioni – non può essere l’emarginazione degli avvocati in labirinti digitali o in sacche di burocratismo».

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