Il cerchio (cappio) si stringe, ecco come si perde la libertà: paura, nemico reale o immaginario, assuefazione

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La strategia del Governo e dei virologi di regime nel contrasto al Covid non è vero, come dicono i malpensanti, che è fatta di scaricabarile sui cittadini, in realtà a guardarla bene è figlia di una visione geometrica. Geometrica impotenza verrebbe da dire, visti i risultati. Ad ogni modo, si tratta di una strategia a cerchi concentrici sempre più stretti. Cosa voglio dire? Ricorderete che a febbraio, per impedire i contagi, si decise di chiudere i confini nazionali ai voli che provenivano dalla Cina e altri Paesi (non prima di avere accusato di razzismo chi lo chiedeva da almeno un mese). Nonostante questo, il virus è sbarcato e così si sono chiusi i confini fra Regioni e poi, per non sbagliare più ci hanno direttamente confinati nelle nostre abitazioni dalle quali potevamo uscire per un raggio di soli 200 metri. Quindi, in un mese siamo passati dai 7.500 km che ci separano dalla Cina a 200 metri da casa. Cerchio strettissimo dunque.

Poi la riapertura e di nuovo la chiusura progressiva e concentrica con relativa colpevolizzazione della categoria di turno: prima il problema erano i turisti di ritorno dalla Sardegna e dalla Croazia e quindi tamponi come se piovesse a chi rientrava da quei luoghi di perdizione, poi era la movida sotto casa (il cerchio si stringe), dei ragazzi al bar o in discoteca e quindi chiusura anticipata dei locali e imposizione delle mascherine.

Ora però il cerchio (cappio) è strettissimo: le famiglie. Dato che ormai si è vietato e messo all’indice quasi tutto ciò per cui vale la pena vivere e, nonostante ciò, i contagi continuano a salire vertiginosamente (così ci dicono) ecco finalmente, per esclusione, individuati i veri untori: i propri famigliari e il cerchio si chiude. D’altra parte, come nelle migliori trame gialle, il colpevole è sempre quello più vicino ed insospettabile. Dunque, non basta non tornare, nell’ordine, da Cina, Lombardia, Sardegna, Croazia o dal bar sotto casa, ora bisogna guardarsi le spalle da mamme, figli e zie che improvvisamente si palesano nel tinello. Non credo, però, ci si fermerà qui, di questo passo si arriverà alla scissione dell’atomo e alla colpevolizzazione dell’autocontagio. Non vorrei che venissero, prima o poi, additati come irresponsabili coloro che deglutiscono correndo così il rischio di inghiottire inavvertitamente il virus. Lo so che non bisognerebbe scherzare su queste cose però qui ormai la situazione è tragica ma non seria.

E’ seria la gestione di questa vicenda da parte della banda Conte? E’ serio non aver preso atto che questo virus, sebbene con un tasso di letalità simile a quello di un’altra influenza, colpisce le persone più fragili e che quindi lì bisogna attrezzarsi dal punto di vista sanitario e precauzionale? Che senso ha costringere ad ore e ore di attesa persone perfettamente sane per diagnosticargli la malattia? Sì era mai vista una pandemia (si badi bene pandemia) dove i malati li devi andare a cercare con il lanternino fra le persone sane? Ammesso che siano contagiate, che carica virale avrà mai uno che non ha neppure un po’ di raffreddore? Lo devi baciare in bocca e a lungo per farti contagiare.

Ciò che invece è drammaticamente serio sono tre cose:

  1. Aver lasciato trascorrere questi mesi senza attrezzarsi dal punto di vista sanitario ed aver vietato (vietato!) cure di una certa efficacia ma che hanno il difetto di costare poco;
  2. Aver aperto la breccia delle violazioni sistematiche ed immotivate delle nostre più basilari libertà di rango costituzionale;
  3. Aver posto le basi per la distruzione della nostra economia e per la nascita di un nuovo esercito di disoccupati e poveracci.

Quello che è molto serio e molto grave è ciò che ha detto il ministro Roberto Speranza (fatico a chiamarlo ministro) pochi giorni fa e cioè l’invito alla delazione fra cittadini. Il problema non è solo italiano: leggo che in un comune tedesco, sul sito del municipio con un comodo menu a tendine puoi scaricare il modulo delatorio più adatto alla circostanza: i vicini si assembrano? Ecco il modulo da presentare alle autorità. Il condomino non indossa la mascherina? Ecco quest’altro modulo. E tutto questo continua a sembrare normale e giustificato almeno al 75 per cento degli italiani oggetto di sondaggi. Dice: “Ma come è stato possibile che nella colta e civilissima Europa degli anni ’30 del secolo scorso si siano affermate delle dittature così dure e opprimenti e che hanno commesso tali barbarie, come mai avevano il consenso della popolazione?”.

Ecco come diventa possibile: con la paura, con la creazione di un nemico esterno o interno (vero o immaginario), con l’assuefazione un po’ alla volta a pratiche aberranti, con la viltà ed il conformismo, con il “sì, ma lo fanno per il nostro bene”. Ecco, ogni volta che esce un nuovo Dpcm mi torna in mente il titolo di quel film degli anni ’90: “Ti amerò fino ad ammazzarti”.

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