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Il caso in un centro vaccini di Napoli, a 44 persone under 38 è stato somministrato AstraZeneca per sbaglio anziché Pfizer

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Domenica 30 maggio 44 persone sono state vaccinate per errore con il farmaco contro il Coronavirus prodotto da AstraZeneca. Al centro vaccinale della Fagianeria a Capodimonte, a Napoli, il farmacista incaricato di prendere il flacone, anziché Pfizer, ha scongelato il vaccino sbagliato e preparato siringhe (si trattava della prima dose) contenenti il siero anglo-svedese. «Ma chi ha somministrato il vaccino, questo affermano sempre dall’Asl, era sicuro di aver utilizzato Pfizer, così come chi ha avuto l’inoculazione. Anche sul certificato era attestato erroneamente che era stato utilizzato il vaccino americano». Per rimediare, in queste ore l’Asl sta contattando tutti i soggetti interessati dalla somministrazione (sono napoletani tra i 18 e 38 anni) per avvisarli di quanto accaduto: ovvero che sono stati vaccinati con AstraZeneca e non con Pfizer. «Nessuna macchina organizzativa o azione umana, per quanto ci si possa lavorare, è scevra da errori – spiega a la Repubblica Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro – nonostante la massima attenzione e i protocolli che abbiamo messo in campo, quanto accaduto ci ricorda che non si può e non si deve mai abbassare la guardia. Va anche detto che l’errore, in questo caso, ha come risultato l’immunizzazione da un virus che è sempre e comunque il rischio maggiore».


Il parere del Cts

Intanto oggi, 10 giugno, è attesa la decisione del Cts sull’uso di AstraZeneca, in particolare fra i giovani. Gli esperti hanno infatti dubbi sugli open day aperti a ogni fascia d’età. Il coordinatore del Cts e presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli, ha detto ieri nel corso di un’intervista a RaiNews24 che in queste ore c’è «un’attenzione suprema per cogliere tutti i segnali che possono allertare su eventuali effetti collaterali che portino a considerare dei cambiamenti di indicazione. Il vaccino di AstraZeneca è già preferenzialmente raccomandato per i soggetti sopra i 60 anni di età, perché il rapporto tra i benefici derivanti dalla vaccinazione ed eventuali rischi diventa incrementale con l’età e particolarmente favorevole sopra questa soglia».


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