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I numeri in chiaro, Sebastiani: «Tifosi in piazza Duomo? Non sarà rilevante ma è stato un rischio sottovalutato»

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Da un lato una curva dei contagi che «complessivamente decresce», dall’altro la preoccupazione per molte delle Regioni italiane che, invece, sembrerebbero registrare «da almeno due settimane» una situazione di stasi, e cioè di curva piatta sia sui nuovi positivi che sul dato di ingressi giornalieri e ricoveri in terapia intensiva. «Un aspetto», dice il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani a Open, «che preoccupa per una questione di storico: una curva che non scende più e rimane in stasi è sempre stata seguita da un forte aumento di contagi da Covid-19». L’analisi della situazione epidemica in Italia da parte di Sebastiani descrive una condizione di allerta che ora più che mai richiede dunque prudenza, soprattutto in relazione agli ultimi episodi di irresponsabilità nel rispetto delle norme anti Covid.


«La folla di tifosi in Duomo? Mi aspetto pochi effetti sulla curva»

30 mila persone assembrate nel cuore della città di Milano per festeggiare lo scudetto neroazzurro. Una scena che nella giornata di ieri ha destato non poche preoccupazioni sui possibili effetti nel numero di contagi da Covid-19: «Mi aspetto un impatto minimo», rassicura Sebastiani, «stiamo parlando di 30 mila persone, se consideriamo la popolazione della Lombardia con 10 milioni di persone, in percentuale si tratta di un numero molto piccolo».

«Pochi effetti sulla curva sì, ma rischiosissimo per le varianti»

Le cose che preoccupano riguardo il mancato rispetto delle regole avvenuto in Piazza Duomo ieri però non mancano. La prima questione sottolineata da Sebastiani è quella che riguarda il valore di un avvenimento simile: «Se dal punto di vista quantitativo i rischi di un assembramento come quello di Piazza Duomo possono essere ridotti, dal punto di vista qualitativo è allarmante perché fa capire ancora quanto non ci sia la percezione del rischio da parte della popolazione».

Su questo fronte Sebastiani aggiunge anche la questione del coprifuoco: «Una regola che seppur chiara e ribadita non è stata rispettata da molti a partire dallo scorso fine settimana». Altro problema è poi il pericolo varianti: «Il rischio che corriamo, nonostante non avvenga un incremento quantitativo dei contagi è che anche con la minima diffusione del virus aumenti la possibilità di mutazioni». Un pericolo che potrebbe mettere «in difficoltà l’efficacia dei vaccini finora messi in commercio e sottoporre la popolazione a nuovi altissimi rischi».

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