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I numeri in chiaro, Sebastiani (Cnr): «I vaccini? Potevamo fare meglio puntando sulle fasce più colpite»

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Il 15 maggio i decessi da Coronavirus rilevati in Italia sono stati 136. Il dato è in leggero calo rispetto alla giornata precedente, dove il bollettino diffuso dalla Protezione Civile e dal ministero della Salute indicava 182 vittime. Per quanto riguarda i positivi la cifra si attesta a 6.659 nuovi casi nelle ultime 24 ore a fronte di 294.686 tamponi effettuati. Anche in questa voce il dato è in calo: ieri i nuovi casi erano stati 7.567 su 298.186 test. I ricoveri da Covid nelle strutture ordinarie, in particolare, sono oggi 12.496 (ieri 13.050).


L’andamento della pandemia

«I dati del sabato e della domenica vanno sempre presi con cautela», spiega a Open il matematico del Cnr Giovanni Sebastiani. «A livello nazionale le cose vanno bene rispetto all’incidenza positivi, agli ingressi terapia e ai decessi: queste tre curve sono in calo. Il punto, tuttavia, è l’analisi disaggregata a livello regionale e provinciale. A Bolzano, per esempio, l’incidenza è piatta. In Piemonte lo stesso vale per le terapie intensive, mentre in Campania per i decessi. Dal punto di vista statistico è difficile una localizzazione, sicuramente bisogna mantenere la massima allerta, soprattutto in vista delle prossime riaperture», afferma il professore. Sul calo dei contagi e dell’incidenza sulle fasce più deboli, Sebastiani afferma che «stando alle mie stime si può dire che la mortalità da marzo è calata del 40%. Si poteva fare ancora meglio», afferma Sebastiani, «se si sarebbe agito da subito in maniera proporzionale alla mortalità. Un’ottima scelta sarebbe stato vaccinare da subito tutte le persone con 60 anni o più. Dal mio punto di vista», conclude Sebastiani, «avrei vaccinato tutti loro e coloro che vi erano a contatto per lavoro, cioè medici e infermieri. Questo si è fatto soltanto in un secondo momento».


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