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I numeri in chiaro. Pregliasco: «Tutti i parametri sono in calo. Le prossime vacanze? Meglio passarle in Italia» – Il video

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Cinquanta casi su 100 mila abitanti. È questo il traguardo fissato dall’Iss nel suo monitoraggio settimanale. L’incidenza dell’epidemia è in calo. Non abbastanza per dire che la fine della pandemia di Coronavirus è dietro l’angolo, ma sufficientemente per dare l’idea di come la campagna vaccinale stia funzionando. E lo confermano, ancora una volta, i dati della giornata di oggi, con 133 decessi e 51 nuovi ingressi in terapia intensiva. Nella nostra rubrica Numeri in Chiaro il virologo Fabrizio Pregliasco spiega: «È interessante che tutti i parametri evidenziano un calo, nonostante le aperture siamo in una situazione più che positiva. Temo che un certo rialzo nel prossimo futuro potremmo vederlo ma credo, visto l’avanzamento della quota vaccini, senza una proporzionalità troppo alta di casi più gravi e ricoveri in terapia intensiva».


Uno dei temi più discussi in questi giorni è la scelta di diverse regioni di aprire le vaccinazioni a fasce d’età più basse. Una strategia a volte criticata perché lascia esposti al virus i soggetti più anziani che aspettano ancora una dose: «Velocizzare è la parola d’ordine. Più persone sono coperte più saremo in grado di bloccare i focolai. C’è una quota di soggetti più anziani che non si sono vaccinati. Dobbiamo raggiungerli e vaccinarli. Temo che una quota, come ci aspettavamo, sia preoccupata e spaventata da una comunicazione cacofonica sulla sicurezza dei vaccini. Non sarà facile come elemento di convincimento arrivare a tutti loro».


Per quanto riguarda le prossime vacanze invece, al netto dei piani sul Green Pass europeo, Pregliasco suggerisce di non uscire dall’Italia: «Non è male riuscire a stare in Italia, anche per dare una mano al comparto che ha sofferto per tutti noi. Credo che sia qualcosa di etico rimanere in Italia. Ad oggi mancano ancora gli aspetti procedurali per garantire la validità di questo documento. Speriamo che le indicazioni questa volta siano univoche a livello europeo».

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