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I numeri in chiaro, Laurenti: «Tutti gli indici sono in decrescita. Accordi tra Regioni per vaccini in vacanza? Un grande vantaggio» – Il video

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«I dati Covid di oggi confermano un andamento in decrescita di tutti gli indici utili al monitoraggio dell’epidemia. Ricoveri e ingressi in terapia intensiva sono quelli che preoccupavano di più e che invece stanno diminuendo, a testimonianza del fatto che la pressione sta diminuendo». La professoressa d’Igiene all’Università Cattolica di Roma Patrizia Laurenti commenta i dati giornalieri del bollettino Covid diffuso come di consueto dalla Protezione civile e ministero della Salute. La diminuzione su tutti i fronti sembra essere secondo l’esperta «il primo chiaro effetto della vaccinazione su over 80 e fragili». Anche l’andamento favorevole dei nuovi casi conforta ma allo stesso tempo suggerisce un dato oggettivo «con cui dobbiamo ancora fare i conti e cioè la circolazione del virus». Secondo Laurenti la diffusione di Covid-19 è al momento «soprattutto tra le fasce più giovani, che in linea di massima non si ammalano ma si infettano». Un aspetto che la scienziata definisce «tra i più importanti da monitorare, soprattutto per non ritrovarci nelle stesse condizioni della scorsa estate, quando già a fine luglio lottavamo con la forte ripresa della curva epidemiologica».


«Accordi tra Regioni per secondi dosi in vacanza? Ben vengano»

In merito alla questione delle vaccinazioni sui luoghi di vacanza che alcune regioni starebbero organizzando in modo autonomo, e che il generale Figliuolo vorrebbe invece limitare per una linea nazionale più uniforme, la professoressa Laurenti non ha dubbi: «Bisogna fare in modo che nessuno eviti di sottoporsi alla seconda dose, che va fatta dovunque noi siamo. Il pragmatismo incoraggiato da Figliuolo certamente sta nel mettere la vaccinazione al primo posto e quindi organizzare le vacanze di conseguenza, ma penso che eventuali accordi bilaterali tra regioni possano solo che avvantaggiare la campagna». Il limite alla base della questione è l’inesistenza, almeno per il momento, di un’anagrafe vaccinale nazionale, «per cui se alcuni territori si accordassero per garantire la somministrazione anche in luoghi di vacanza differenti dalla propria regione di residenza o domicilio, ben venga. Tutto affinché si termini il percorso vaccinale, la cui interruzione dal punto di vista epidemiologico rappresenta uno dei principali fattori di rischio per il sopravvento di nuove varianti».


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