Open

I numeri in chiaro, Laurenti: «La quarta ondata sta partendo. In due settimane contagi cresciuti di 10 volte»

, Author

«Dai numeri non si fa fatica a capire quanto questa variante Delta sia potente: il 5 luglio eravamo arrivati al dato più basso di 480 nuovi casi, al 23 dello stesso mese registriamo 5.413 nuovi positivi a Covid-19». Cifre che preoccupano e che la professoressa di Igiene presso l’Università Cattolica e direttrice del Servizio di Igiene ospedaliera, Patrizia Laurenti, sottolinea anche alla luce del bollettino giornaliero sui dati Covid. «Questi dati ci dicono chiaramente che la quarta ondata sta arrivando. Stiamo avendo la conferma sul campo di quanto documenti e articoli scientifici ci hanno spiegato: la mutazione Delta, che ha ormai preso il sopravvento anche nel nostro Paese, è ha una capacità di diffusione tra le 6 e le 8 volte superiore di quella chiamata Alfa o “inglese”». Le decisioni del governo sui nuovi indicatori che da qui in poi determineranno i colori delle Regioni stabiliscono come criterio principale di valutazione il numero dei ricoveri. A questo proposito Laurenti commenta: «Certamente basarsi sui ricoveri è espressione dell’attenzione della tenuta sul nostro sistema sanitario. Ma avrei incluso qualche altra priorità, oggi fondamentale: come la capacità di tracciamento, e cioè il numero di test e sequenziamento fatti in ogni regione, e il numero di vaccinazioni effettuate». Fattori che attualmente possono dire molto sul livello di rischio contagio di ogni territorio.


La quarta ondata è dei giovani

Il monitoraggio settimanale dell’Iss uscito, come tutti i venerdi, anche oggi, 23 luglio, ha evidenziato come la grande circolazione di contagi si stia alimentando in organismi molto giovani. Lo stesso presidente dell’Istituto superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, ha individuato la fascia d’età dai 10 ai 29 anni come la categoria più responsabile dell’attuale diffusione di Covid-19. A questo proposito Laurenti non ha dubbi: «I giovani si sono vaccinati molto meno rispetto alle categorie più adulte, il virus sta approfittando di questa mancata difesa per replicarsi sempre di più. Un grosso rischio anche per tutti quegli over 60 e 50 che al momento non risultano ancora vaccinati e a cui ribadisco di prendere finalmente la decisione che li può salvare da un grave ricovero o perfino dalla morte».


«Proteste per il Green pass? Cultura no vax è fuori dal mondo»

«Chi diffonde la cultura no vax o è stato molto fortunato perché non ha toccato con mano che cosa significa avere una persona cara malata di Covid o addirittura deceduta, o è una persona molto limitata rispetto alla capacità di vedere la verità dei fatti». La professoressa commenta in modo molto duro le proteste che nelle ultime ore hanno riempito le piazze d’Italia per condannare l’obbligo di Green pass deciso dal governo. «La verità dei fatti di cui parlo ci dice che molte persone si sono ammalate in modo pesante, che altrettante hanno tuttora delle sequele, per non parlare delle vittime. Queste manifestazioni no vax sono di persone fuori dal mondo e dalla storia» aggiunge Laurenti, sottolineando la bontà di uno strumento come la Carta verde. «Solo chi non ha vissuto o studiato l’evoluzione delle malattie infettive non comprende quanto il vaccino faccia parte in modo profondo della nostra storia e ora rischia di essere anche il futuro».

Leggi anche:

Leave a Reply