Hackera le API di McDonald’s e piazza ordini di gelato da 18.000$ ogni minuto. L’impresa dell’hacker tedesco

McDonald's verso la riapertura in stazione a Ravenna
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Franco Aquini – 24/10/2020 20:340

 

Hackera il sistema di diagnostica delle macchine da gelato di McDonald’s e fa impazzire gli ordini. È l’impresa di un giovane di ventiquattro anni che poi chiarisce “nessun McFlurry è andato sprecato”.

Sta impazzando su Twitter (ad oggi ha 4.372 Retweet e 14.401 Like) l’impresa di @Rashiq, un giovane ventiquattrenne tedesco che, con una bravata a base di ingegneria inversa, è stato capace di hackerare il sistema di diagnostica interna di McDonald’s. Il risultato è visibile sul sito McBroken, dove una mappa interattiva viene aggiornata quasi in tempo reale segnalando le macchine del gelato funzionanti (pallini verdi) e quelle guaste (pallini rossi).

Ordini di gelato da 18.000$ ogni minuto. Gli analisti impazziscono

La vera bravata però è un’altra: oltre a interpretare il funzionamento delle API usate da McDonald’s, l’hacker ha cominciato a sfruttarle per piazzare ordini di gelato da $18,752 ogni minuto, mandando totalmente in tilt il sistema. Non contento, l’autore della bravata ha espresso tutta la sua soddisfazione rivolgendosi agli analisti di McDonald’s, scrivendo (sempre su Twitter):”Mi scuso con i data analyst di McDonald’s, ho paura di aver rovinato completamente le metriche di conversione da dispositivi mobili soltanto per la mia soddisfazione personale”. L’hacker, in altre parole, si è scusato di aver completamente sballato tutte le statistiche degli ordini di gelato effettuati tramite smartphone.

L’hacker gongola:”con 5$ al mese performance migliori 

A leggere bene il lungo elenco di tweet ad opera del giovane, ce n’è ancora uno che ha suscitato l’interesse di chi è attento ai dettagli tecnici:”È incredibile per me che un box di Digital Ocean da $ 5 possa servire il traffico per 200.000 visitatori unici e tuttavia ci sono startup là fuori che distribuiscono le loro landing page con kubectl”. Che tradotto dal linguaggio nerd, significa che con un servizio da 5$ (volendo semplificare potrebbe chiamarlo “server”), ha ottenuto un risultato incredibile per cui molte startup spendono molto di più e arrivano a utilizzare i container di Kubernetes, uno strumento nato per ottimizzare e distribuire carichi di lavoro importanti come quelli dei giganti del web.

Rashiq, in ogni caso, ci ha tenuto anche a tranquillizzare i propri fan, affermando che nessun gelato è stato sprecato. “Per chiarire come funziona: McDonald’s tiene traccia di quali punti vendita hanno una macchina rotta. Io sto soltanto interrogando queste. Nessun ordine viene eseguito e nessun gelato viene effettivamente sprecato“. Bene così, l’importante è che nessun McFlurry venga realmente maltrattato, anche se poi, per contribuire al progetto, Rashiq chiede proprio di offrirgliene uno come donazione simbolica.

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