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Green pass, nessun obbligo in Piemonte per le mense aziendali: lo chiarisce la Regione dopo le proteste a Torino

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Alla fine non ci sarà nessun obbligo di Green pass per accedere alle mense aziendali. Lo precisa una nota della Regione Piemonte, secondo cui non occorre «per l’accesso alle mense aziendali esibire la certificazione, fermo restando il rispetto dei protocolli o delle linee guida dirette a prevenire o contenere il contagio». Una precisazione che arriva a poche ore dallo sciopero proclamato dalla Fim-Cisl alla Hanon System di Torino, due ore di astensione dal lavoro alla fine di ogni turno per protestare contro la decisione della azienda del Torinese di chiedere il Green Pass per l’accesso alla mensa aziendale. Sciopero al momento confermato, perché l’azienda sembra intenzionata a confermare la sua decisione.


La distinzione tra ristorazione “commerciale” e “aziendale”

La nota, predisposta dal Commissario per il piano vaccinale dell’Unità di crisi regionale, Antonio Rinaudo, e firmata anche dal Dirmei e dalla direzione generale della Sanità regionale, evidenzia come «sussistano sostanziali differenze ravvisabili in merito ai differenti servizi offerti dalle mense aziendali rispetto alla ristorazione commerciale». In un caso la ristorazione commerciale, si legge, è rivolta ad un pubblico eterogeneo, ed è costituita da quell’insieme di pubblici esercizi che si rivolgono ai consumatori non organizzati in comunità, ossia a clienti che scelgono in piena libertà quando e dove soddisfare le proprie esigenze. La ristorazione aziendale, invece, è «rivolta ad una comunità chiusa, individuata in maniera precisa e puntuale, durante l’orario lavorativo, ed è disciplinata da una contrattualistica che ne individua obblighi e diritti nei confronti dell’azienda appaltatrice e che obbliga l’appaltatore a fornire la prestazione esclusivamente ai dipendenti del soggetto appaltante». La mensa viene quindi equiparata a una «attività di servizio» che non può essere preclusa. L’esclusione delle mense aziendali dall’applicazione del provvedimento, risulta confermata – specifica la nota – dalla circolare del Ministero dell’Interno Dipartimento di Pubblica Sicurezza, prot. 5 agosto 2021, n.4073, in fase di pubblicazione.


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