Giro d’Italia. Ciclista trovato positivo a tutto tranne che al coronavirus

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Selli (NO)- La notizia sorprendente durante la centotreesima edizione del Giro d’Italia sarebbe stata quella di non aver trovato positivo neanche un ciclista. Invece ad aprire le danze l’altro ieri è stato Simon Yates che, a quanto sembra, in preda a una crisi di astinenza alla positività, avrebbe somatizzato il coronavirus, risultando quindi positivo al tampone. Tutti gli altri atleti del Giro hanno subito guardato con una certa invidia il campione britannico, perché positivo a una cosa alquanto inedita per loro. Simon Yates ha dovuto interrompere la gara ed è stato isolato da tutti gli altri ciclisti, soprattutto da quelli che come lui, avevano sviluppato una certa astinenza alla positività.

Ma a far tornare l’attenzione sul vecchio vizio di questo ciclismo moderno, che troppo spesso ha costretto gli atleti ad abusare di sostanze più o meno lecite, è stato lo scalatore colombiano Suarez Insalita, anche detto El Pedalò, trovato positivo a tutto, sì perfino all’Ebola e al Vaiolo, ma non al SARS-CoV-2. Suarez, grande estimatore dell’Italia e fan di Paolo Villaggio, aveva promesso a un suo amico che, una volta iscritto al Giro d’Italia, avrebbe bevuto la famosa ‘Bomba’ ingerita da Fantozzi durante la Coppa Cobram. Infatti nel sangue del ciclista sono state trovate oltre a tracce di metredina, simbamina, aspirina franceschina, cocaina e peperoncino di cayenna, anche dell’alluminio, pezzi della sua bicicletta in carbonio, cannella, un fumetto di Andrea Pazienza e un faro usato per i programmi della D’Urso. Questo ha fatto si che l’atleta sia poi risultato positivo a tutto, ma non al coronavirus.

Ma la notizia nella notizie è che la comunità scientifica stia studiando il mix di sostanze perché sembrerebbe essere efficace contro il Covid-19, con effetti collaterali irrilevanti. Incredibilmente Suarez, dopo essersi dopato per vincere la gara, sembra aver sviluppato solamente una certa voglia di vedere film con Gabriel Garko. Molti medici hanno però subito messo in guardia sulla pericolosità di vedere tre film di fila con l’attore de L’onore e il rispetto: “Chi l’ha fatto ha iniziato subito ad avere una perdita di udito e di senso estetico e, cosa ancora più grave, ha riconoscere Manuela Arcuri come un’attrice” ha dichiarato un virologo che passava di lì per caso e al quale nessuno aveva chiesto un cazzo.

Sergio Marinelli

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